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Peparello: "Imu un salasso, ma va rispettato chi ha pagato"

TARQUINIA – L’assessore al Bilancio dell’Università Agraria di Tarquinia, Antonio Peparello, fa chiarezza sulla questione Imu sui terreni agricoli. “Un vero salasso – conferma l’assessore – figlio di una tassa assurda, che applicata all’Ente è una follia. Ha messo in ginocchio le attività produttive e l’agricoltura in particolare, che ha un ruolo strategico nell’economia cittadina e va tutelata anche alla luce della pessima annata agraria. L’Università Agraria, ha adempiuto al pagamento della prima rata per una somma pari a circa 172.000 Euro. Più del doppio della rata Ici pagata nel 2011. A fine anno il totale sarà di 340.000 euro”. “Sui 515 utenti concessionari di quota, hanno regolarmente pagato in 441 – spiega inoltre Peparello – con un incremento dei morosi rispetto allo scorso anno del 10%. Per quanto riguarda i lotti ad uso produttivo, su 60 affittuari hanno adempiuto agli obblighi contrattuali in 44. Le rinunce alle quote terriere sono sette, al riparo da inutili allarmismi. La riforma della PAC nel 2013 induce a valutazioni attente”.   “E’ quindi inopportuno- dice ancora l’assessore – richiedere ora l’abbattimento dei canoni, peraltro fermi da dieci anni: gli unici aumenti sono dovuti alla questione Imu. Le proposte di rateizzazione debbono tener conto dei numeri reali. Bisogna anche rispettare chi ha pagato. Le posizione debitorie nei confronti dell’Ente, devono essere analizzate caso per caso, ma reputiamo ingiusto rateizzare a pioggia, in questo momento. Non siamo Equitalia, non possiamo e non vogliamo utilizzarla, ma è doveroso recuperare le somme da chi non ha pagato. C’è chi è in difficoltà per ragioni economiche e potrà dimostrarlo con istanze motivate, come già accaduto, ma non possiamo dare il lasciapassare ai furbi”. “Doveroso il ringraziamento ai nostri utenti, che non hanno ascoltato le sirene demagogiche di chi invitava a non pagare. Miope continuare a scaricare il problema Imu sull’Agraria. Occorre un’azione forte e coesa per rendere Tarquinia uguale agli altri comuni della Provincia di Viterbo”. (a.r.)
   

 

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