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Lupi su Argo, "Lascio una partecipata con i conti apposto"

L'amministratore unico della Sot fa il punto sulla sua gestione iniziata quando Argo era ancora Etm. Lunedì a succedergli sarà l'ingegnere Alfio Lucioni, nominato nuovo amministratore unico da Rina Romagnoli, amministratrice della Holding

L'amministratore unico della Sot fa il punto sulla sua gestione iniziata quando Argo era ancora Etm. Lunedì a succedergli sarà l'ingegnere Alfio Lucioni, nominato nuovo amministratore unico da Rina Romagnoli, amministratrice della Holding

“La Società Argo srl ad oggi ha comunque chiuso  tutte le posizioni debitorie, sia quelle contributivo-previdenziali che quelle inerenti finanziarie ed Erario. Adesso la tabula è rasa ma, e questo è l’unico commento personale che mi sento di formulare,  bisognerà rimboccarsi le maniche, e per questo formulo i migliori  auguri al mio successore, per dare al Trasporto pubblico locale lo sviluppo che merita e questo non può prescindere dal fornire alla Sot gli strumenti – che finora sono mancati – necessari per avviare un’operazione di ammodernamento di mezzi e strutture, che vanno adeguate ai reali bisogni della cittadinanza”.
Sono queste le riflessioni, dell’amministratore unico di Argo, Guido Lupi sulla sua gestione della partecipata, prima di cedere il posto di comando all’ingegnere Alfio Lucioni.
“Lunedì – spiega Lupi – si concluderà definitivamente la mia esperienza ad Etm-Argo, visto che l’ultima assemblea dei soci della Sot del Tpl ha finalmente accolto le mie dimissioni, presentate lo scorso 5 marzo e nominato Alfio Lucioni nuovo AU della Società.
Nel formulare al mio successore i migliori auguri per l’incarico che si appresta a ricoprire credo sia mio dovere informare la cittadinanza, per il carattere pubblico dell’incarico da me svolto finora, di quanto è stato fatto in questi 14 mesi all’interno della Società del Tpl.
Al mio ingresso in Etm la situazione riscontrata, così come ben relazionatami dai membri del Collegio dei Revisori dell’allora Etm nei loro verbali, era decisamente problematica ed infatti è sfociata in un’indagine della Procura che è tutt’ora in corso e che farà luce sulle vicende ben note agli organi di stampa sulle quali non è mio compito dare giudizi”.
“Viste le carte – prosegue l’ormai ex amministratore unico – oltre ai compiti di ordinaria amministrazione richiestimi per “traghettare” Etm in Argo, è stato necessario fare un po’ di pulizia in diverse voci dei capitoli di bilancio. Ho scelto di caratterizzare la gestione amministrativa della Sot con rigore e morigeratezza, ho rifiutato ogni benefit accessorio (carte di credito, telefonino, pc…) ed ha preteso che la medesima disciplina venisse applicata anche ai dipendenti. Non è stato destinato un solo euro a spese di rappresentanza. Non è stata effettuata neanche una nuova assunzione, non sono stati dati aumenti di stipendio né passaggi di livello né promozioni. L’unica voce del capitolo “personale” che ha visto un incremento nelle uscite è stata quella inerente gli ausiliari della sosta, per i quali, dopo una trattativa con le parti sindacali – è stata approvata una modifica dell’orario di lavoro da quattro a sei ore. Tale operazione – spiega Lupi – unitamente agli interventi necessari del socio unico, ha portato col tempo a ripianare il “buco” di circa due milioni di euro da me ereditato in carico alla Sot, a razionalizzare le uscite ed ad iniziare la riorganizzazione delle linee del Tpl – con l’introduzione di nuove fermate e l’installazione delle sedute con pensiline ove mancanti – e dei parcheggi a pagamento, con la nascita degli abbonamenti. Ovviamente  non si è potuto programmare nessun intervento di grande respiro nonostante la buona volontà e le idee non mancassero, per la grave situazione finanziaria che caratterizzava le casse di Etm. Quando la Società è diventata Argo poi i cordoni della borsa sono passati direttamente nelle mani di Hcs e la Sot a quel punto è diventata un “ministero senza portafoglio” dovendo bussare alla porta della Holding, nella quale sono iniziati a confluire le entrate provenienti dal Tpl, per qualunque cosa, a partire – conclude Lupi – dall’assegnazione alla srl dei Trasporti delle somme necessarie al  pagamento degli stipendi dei dipendenti”.
 

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