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Treno guasto, pendolari costretti a scendere

di FABRIZIA CAPUTO

CIVITAVECCHIA – Non hanno fine i disagi dei pendolari della tratta Fr5. La mala gestione, i guasti e soprattutto le mancanze, stanno trasformando il normale svolgimento di una giornata lavorativa in un incubo.  Dopo l’odissea dello scorso lunedì sera, ora a vedersela brutta sono stati tutti quelli che si recano al proprio posto di lavoro nel primo pomeriggio. Treno regionale partito da Civitavecchia alle 13.42  e diretto a Roma Termini: i pendolari capiscono subito che non sarà un viaggio facile, il mezzo è fatiscente, sporco e condizionato in maniera impercettibile. Giunti a Marina di Cerveteri il treno si ferma, ma subito dopo si spegne il motore ed insieme a quello anche, ovviamente, l’aria condizionata. Passato qualche minuto, qualcuno inizia ad aprire i finestrini ma ovviamente sono bloccati. Dopo circa venti minuti i pendolari, stanchi ed esausti iniziano a riversarsi sulla banchina, cercando di respirare un po’ d’aria, per via dell’effetto serra che si è venuto a creare all’interno del treno. Nessun annuncio, nessuno del personale che venga a dare spiegazioni, per una mezz’ora che è sembrata un’eternità. Poi i motori si riaccendono all’improvviso come si erano spenti, i pendolari salgono, ora dovranno giustificare un altro ritardo sul lavoro, non rimborsabile secondo il regolamento di Fs, visto che il rimborso scatta solo dopo un ritardo accertato di 60 minuti o soppressione del treno. La società non si giustificherà con i contribuenti, come la Regione, che dovrebbe però giustificare una totale inadempienza degli impegni presi.

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