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«Fari puntati da sempre sulla centrale Enel»

«Fari puntati da sempre sulla centrale Enel»

Lo assicura il procuratore Gianfranco Amendola dopo l'annuncio del sindaco riguardante l'intenzione di chiudere Tvn. Il magistrato: «Sarò tranquillo sulla salute e sulla sicurezza solo quando verrà creato un presidio permanente, quando verrà istituito un registro dei tumori e quando sarà avviata una seria indagine epidemiologica sul territorio»

Sarà ‘‘tranquillo’’ sulla salute e la sicurezza del territorio solo quando verrà creato un presidio permanente alla centrale Enel, istituito un registro dei tumori e avviata una seria indagine epidemiologica sul territorio. A pochi giorni dall’annuncio del sindaco Tidei di voler chiudere Torre Nord, il procuratore capo Gianfranco Amendola ha deciso di intervenire per sottolineare l’attività svolta negli ultimi anni dalla magistratura locale. «Abbiamo sempre tenuto ben presente il discorso relativo alla centrale – ha sottolineato – con un’intensa attività e numerose indagini avviate. A partire da quella sull’autorizzazione rilasciata sul vecchio impianto». Secondo la Procura, infatti, andava aggiornata con l’entrata in vigore del nuovo impianto; tanto che il procuratore capo chiese il sequestro preventivo della centrale, non accolto però dal giudice. «Da quel momento però – ha aggiunto – si sono messe in moto le procedure per aggiornare l’autorizzazione. La nostra attenzione si è rivolta anche sul rispetto delle prescrizioni, dall’interramento completo degli elettrodotti alla realizzazione del bosco Enel ai piedi della centrale, nel parco dei serbatoi, le modalità di trasferimento del carbone sulle quali è intervenuto anche il Noe, riscontrando polveri che fuoriuscivano al momento dello scarico». Mentre si sta ancora attendendo l’attivazione di due delle quattro centraline affidate all’Arpa Lazio sul controllo della qualità dell’aria, la Procura ha ricordato le indagini sulla presenza di discariche abusive, per la quale sono a giudizio diversi responsabili, lo stoccaggio non autorizzato e la presenza di rifiuti nei fanghi di dragaggio. E ancora le inchieste aperte per violazioni delle norme in materia di sicurezza sul lavoro, alcune delle quali concluse con l’oblazione (pagamento di una somma per estinzione del reato ndr), quelle sulle morti e gli incidenti nel cantiere, che hanno portato anche al controllo su tutti gli appalti, i fumi e i rumori notturni, l’incendio opure ancora la presenza di idrocarburi in un serbatoio di acqua: in questo caso non c’è la prova che il liquido andasse a finire in mare. Ma»Ben venga il dibattito che è nato oggi, con Sindaco e sindacati in prima linea – ha aggiunto ancora il dottor Amendola – se porta però ad azioni concrete». Ed il riferimento, senza dubbio, è all’attivazione di un presidio per un controllo terzo permanente e competente, che vada ad interessare a questo punto non solo Torre Nord ma anche gli altri impianti, a partire da Tvs. «Ho chiesto più volte la presenza fissa del Noe – ha spiegato ancora – ma non è possibile, così come quella dell’Arpa, ma non ho mai avuto risposte dalla Regione Lazio. Questa è la strada da seguire se si vogliono controlli e certezze; strada alla quale deve necessariamente affiancarsi la realizzazione del registro dei tumori e l’indagine epidemiologica sul territorio». 

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