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«Una centrale abusiva, senza adeguata autorizzazione»

«Una centrale abusiva, senza adeguata autorizzazione»

TVN. Il sindaco Pietro Tidei apprezza le dichiarazioni del procuratore capo Gianfranco Amendola e rilancia sulla chiusura. Sindacati preoccupati: il rischio è quello di arrivare alla perdita di ulteriori posti di lavori. L'Arpa Lazio giudica difficile la realizzazione di un presidio fisso, ma conferma l'attenzione su Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – «Le parole del procuratore capo Gianfranco Amendola non fanno altro che confermare le mie preoccupazioni». Il sindaco Pietro Tidei non molla e anzi prosegue sulla sua decisione di voler chiudere la centrale Enel di Tvn, dopo la ‘‘cronistoria’’ sull’attività svolta dalla Procura negli ultimi anni proprio in merito all’impianto. Tanto che dal Pincio, ironicamente, fanno sapere di essere impegnati «a scegliere il colore del lucchetto». «Ci troviamo di fronte ad una centrale abusiva – ha aggiunto il primo cittadino – senza adeguata autorizzazione. Abbiamo le prove che funzioni oltre i tempi consentiti, inquinando quindi in modo maggiore, e che spesso le polveri, peraltro radiattive, non vengono trattenute come dovrebbero; inoltre ribadiamo che la discarica abusiva va rimossa ed è giusto che vengano perseguitii responsabili». Il Sindaco ha poi sottolineato che «non si sta battendo cassa – ha spiegato – ma lottando per l’ambiente». E se i sindacati come la Filctem Cgil continuano a dirsi preoccupati delle dichiarazioni del primo cittadino per la perdita di ulteriori posti di lavoro in una situazione già critica, «sperando – spiegano – che non si faccia scudo con l’ambiente per risanare le casse comunali vuote», è la direzione politica dell’Udc che, confermando la buona volontà delle dichiarazioni del Sindaco, ne critica l’approccio usato, che potrebbe essere scambiato con una minaccia. Suggeriscono  a Tidei di riaprire le vertenze con l’Enel ed una nuova con Tirreno Power, per discutere seriamente sulle future e possibili forme alternative di sviluppo ed occupazione. Intanto il commissario di Arpa Lazio Corrado Carruba conferma l’attenzione dell’agenzia sul territorio di Civitavecchia, ricordando come nel 2007 fu proprio Arpa «a chiedere formalmente – ha spiegato – il riesame dell’autorizzazione all’esercizio della centrale Enel per migliorarne i requisiti di tutela ambientale. E in questi anni abbiamo continuato a lavorare sul tema, tanto attraverso i controlli ordinari e straordinari, preso parte all’Osservatorio Ambientale, preso sotto la nostra supervisione l’intera rete delle centraline». E si dice in linea con la richiesta del procuratore capo di istituzione di un presidio fisso a Tvn. «Abbiamo informato la Regione – ha aggiunto Carrubba – l’ipotesi ha il suo fondamento e la sua indubbia valenza di presidio di legalità, ma dobbiamo fare i conti con le risorse scarse dell’Agenzia e con la necessità di ragionare in una cornice più ampia di riordino dell’ente e della sua presenza sul territorio regionale, anche sulla base del nuovo quadro di province che maturerà a breve nel Lazio».

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