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Articolo 90, Sel bacchetta Tidei: "Mancanza di condivisione e forzature di merito"

Scoppia un "caso Schiavi". La segreteria del partito del vice-sindaco: "Grave che per scrivere i comunicati stampa di un governo di centrosinistra venga chiamato un appartenente all’area di centrodestra". Nuove frizioni in maggioranza dopo le nomine delle sot e le divergenze di vedute sulla Asl

Scoppia un "caso Schiavi". La segreteria del partito del vice-sindaco: "Grave che per scrivere i comunicati stampa di un governo di centrosinistra venga chiamato un appartenente all’area di centrodestra". Nuove frizioni in maggioranza dopo le nomine delle sot e le divergenze di vedute sulla Asl

CIVITAVECCHIA – Nuovo “avvertimento” di Sel al sindaco Pietro Tidei. Dopo i segnali arrivati sulla nomina ai vertici delle municipalizzate e quelli, decisamente più forti e chiari, sulla valutazione dell’operato del direttore generale della Asl Rm F Squarcione, il partito del vice-sindaco Enrico Luciani stavolta parla chiaramente di forzature di metodo, per mancanza di condivisione delle scelte, e di merito, a proposito dell’assunzione di alcuni collaboratori ex articolo 90 del testo unico sugli enti locali. In particolare, a far esplodere il caso nei giorni scorsi sulle pagine facebook dei gruppi che si richiamano al sindaco, era stata la notizia, prima ventilata, poi confermata ufficialmente, della chiamata nell’ufficio stampa del Pincio del giornalista Stefano Schiavi, dna politico di centrodestra, candidato al consiglio comunale con Mirko Mecozzi nelle recenti amministrative, in quota alla componente finiana di Futuro e Libertà. Lo stesso Schiavi, sempre su fb, ha cercato di rimarcare la differenza tra professionalità e appartenenza politica. Ma evidentemente non è bastato per non far esplodere un caso politico. E dopo i commenti in libertà sulla rete, arriva la nota di Sel, a firma della segreteria del partito, guidata da Pierfranco Peris: “Il tema della condivisione delle azioni amministrative – si legge nel documento – è una delle questioni che riteniamo prioritarie, specie in relazione al fatto che è stata posta alla base dello schieramento di centro sinistra che ha dato vita alla maggioranza che sostiene il Sindaco Tidei. Pertanto non deve mai essere considerata alla stregua di un optional, da adottare o meno in relazione alle opportunità del momento, poiché in questo modo vengono meno le motivazioni più nobili sulle quali è fondato l’attuale percorso politico. Allo stessa maniera, poiché qualsiasi determinazione assume valore politico, tutte le decisioni devono essere prese facendo sì che possano trovare effettivo e convinto supporto da parte dell’intero arco delle forze che compongono la coalizione al governo del Comune. Già in occasione dell’individuazione dei nuovi vertici delle società partecipate i partiti della maggioranza si sono limitati, di fatto, a prendere atto, e questo a prescindere dal valore e dalle competenze dei soggetti individuati. Ora, ricalcando le medesime modalità che difettano appunto di mancanza di condivisione, si sta procedendo all’assunzione (pur legittima e per la verità in numero contenuto rispetto al passato), di alcuni collaboratori (i cosiddetti art.90) che dovranno supportare operativamente l’attività amministrativa”.
“Alcune scelte effettuate – prosegue la nota della segreteria di Sel – stanno generando diffusa perplessità e crescente malcontento non solo nel nostro partito, in particolar modo quelle riguardanti alcune professionalità che hanno collaborato attivamente, anche molto recentemente, con partiti di centro destra. Riteniamo ad esempio particolarmente grave il fatto che, per scrivere i comunicati stampa di un governo di centro sinistra , venga chiamato un collaboratore notoriamente appartenente all’area di centro destra. Mentre siamo costretti ancora una volta ad evidenziare a mezzo stampa una carenza di socializzazione, in questo caso c’è da sottolineare anche l’aggravante di una evidente forzatura che attiene ad una errata scelta di merito. Tutto ciò richiama purtroppo un certo modo di fare politica, quello della commistione e dell’omologazione, che sicuramente non ci appartiene, ma soprattutto che non risponde alle aspettative di chi ha riposto la propria fiducia in noi”.

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