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Di Gennaro: "Fumi nel porto, vedere per credere"

Bastava guardare stamattina il vergognoso colorito giallo-rossastro del nostro cielo sul porto e per chilometri verso sud per rendersi conto di quale sia il valore dei dati rilevati una volta la settimana da una centralina posta su una nave della Costa crociere. Se, poi, qualcuno ci vuol far sapere che possiamo morire di inquinamento tranquilli a ragione di quei dati, non ci stiamo. Invece di dati contraddetti giornalmente dalle infernali fumate che avvelenano la nostra aria, i cittadini pretendono un cielo limpido, un suolo ed un’acqua non contaminati. Invece di rilevazioni settimanali una tantum, vogliono affidabili sistemi di rilevazione dell’inquinamento, gestiti da pubbliche istituzioni, che li informino in tempo reale della situazione . Vogliono sapere quali e quanti controlli sulla qualità del combustibile delle navi sono stati fatti e quali sono i risultati. Vogliono sapere quante e quali sanzioni sono state erogate a carico dei responsabili di quelle fumate nero-rossastre che , come ebbe a dire un esponente della capitaneria di porto, “ basta il colore per capire che si sta inquinando”. Vogliono sapere se ed in caso quali accordi sono stati presi con gli armatori per ridurre al minimo l’inquinamento da fumi e se tali accordi sono rispettati. Il dato di un tendenziale miglioramento della qualità dell’aria nei porti , soprattutto per le modalità della sua rilevazione, non può essere certo un punto di arrivo .Considerato quello che visivamente constatiamo ogni giorno, quel dato ci suscita inquietanti interrogativi sul passato e sugli effetti che quel livello di inquinamento determinerà e deve essere di stimolo perché, nel presente, le istituzioni competenti svolgano il loro ruolo di controllo e di sanzione nel solo ed esclusivo interesse della collettività ed in primis a tutela della salute e dell’ambiente.
Marco Di Gennaro

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