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Libertà condizionata

Sinceramente non crediamo che la questione della regolamentazione della diretta streaming e delle riprese in consiglio comunale appassioni più di tanto i lettori. Una breve riflessione, però, appare inevitabile, senza voler cercare la polemica a tutti i costi. Inserire tra le priorità del nuovo consiglio comunale il tentativo di porre un freno a foto e riprese dai telefonini in quella che comunque è aula pubblica per antonomasia, appare discutibile dal punto di vista normativo (dove sarebbe la privacy da tutelare rispetto ad amministratori pubblici nell’esercizio delle loro funzioni nell’aula consiliare?) e soprattutto anacronistica nella sostanza: ha tanto il sapore di quei regimi che cercano, invano, di porre un argine al fiume in piena di internet. Anche perché non è chiaro quale sia il fine di questa regolamentazione: è paradossale che da un lato si sia valorizzata la diretta streaming come momento per favorire la partecipazione popolare e la trasparenza, e dall’altro si cerchi di regolare o limitare la libertà di riprendere e diffondere le immagini. L’unico motivo che si intravede è quello di voler manipolare le immagini da diffondere, come purtroppo pare sia già accaduto. (m.gra.)

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