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"No alle centraline in prossimità degli alberi"

di STEFANO MAPPA

CIVITAVECCHIA – Hanno inviato una lettera al commissario dell’Arpa Lazio Corrado Carruba e al procuratore capo di Civitavecchia Gianfranco Amendola per chiedere chiarimenti sul posizionamento in prossimità di alberi delle centraline al parco della Resistenza e a via Lazzaretto. I membri del comitato cittadino ‘‘Nessun dorma’’ sottolineano infatti come sia «ben nota e ampiamente documentata – ha spiegato il portavoce Dario Menditto – la capacità delle piante di abbattere gli inquinanti». Motivo per cui parlano di posizionamento ‘‘a dir poco equivoco’’. E citano un decreto legislativo del 2010 «che prescrive – si legge nella lettera – l’ubicazione delle stazioni di misurazione ad una distanza di alcuni metri rispetto ad alberi ed in modo più preciso negli ‘‘Indirizzi per la predisposizione delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria in Italia’’ del Ministero dell’Ambiente, tale distanza è fissata come ‘‘superiore ai 10 m dalla linea di gocciolamento degli alberi più vicini’’. La centralina di via Lazzaretto, installata dall’Autorità Portuale su specifiche tecniche di Arpa Lazio, è collocata sotto ad un mandorlo e non si capisce neanche perché, pur dovendo stimare l’inquinamento portuale, sia posizionata in un sito marginale e defilato, piuttosto che in prossimità delle banchine. La centralina del parco della Resistenza, direttamente gestita da Arpa Lazio, è invece posizionata a poca distanza da un rigoglioso esemplare di bagolaro circondato da imponenti esemplari di pino di Aleppo, le cui chiome vanno a compenetrarsi con quella del bagolaro – una delle piante che assorbe di più – così da formare una barriera fittissima». Nessun dorma si dice preoccupato anche per quelle in via di attivazione di via Roma, via Morandi e via Molinari.

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