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Nunzi: "Gli aumenti danneggiano anche i benzinai"

CIVITAVECCHIA – «Il grido di dolore lanciato dai benzinai civitavecchiesi su alcuni giornali, con la benzina che oscilla vicino a 180/90  e con un calo dei consumi, che in molti casi sfiora il 30%,ovviamente nasce da un profondo disagio degli imprenditori». Lo sostiene l’esponente nazionale della Confcommercio, Tullio Nunzi, convinto che i benzinai siano dalla parte dell’automobilista «perché il gestore non guadagna in percentuale – spiega – ma per singolo litro. Quindi – aggiunge Nunzi  – l’aumento del prezzo della benzina finisce per danneggiare automobilisti e benzinai». «Poi bisogna specificare  a chi vanno i soldi del pieno – prosegue Nunzi – su 50 euro di carburante, 27,20 li prendono le istituzioni(stato attraverso accise ed iva, qualcosa alle regioni a seconda dell’addizionale);19,70 euro è il costo del prodotto raffinato(ma il prezzo può variare molto a seconda di dove avviene la raffinazione);1,88 è l’utile della compagnia petrolifera;1,20 euro circa è quanto finisce in tasca al gestore del distributore». Nunzi sottolinea che le famose liberalizzazioni non hanno portato l’effetto desiderato sul piano dei risparmi: «Il prezzo lo impone la compagnia – riferisce se non si arriva ad una sterilizzazione dell’iva e a una diminuzione delle tasse, il pericolo è oggettivo».

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