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Rubato reliquiario col sangue di Wojtyla

Rubato reliquiario col sangue di Wojtyla

Sottratto stamattina sul treno al parroco di Allumiere Don Augusto Baldini La teca in bronzo argentato e dorato opera dello scultore Carlo Balljana è stata ritrovata dalla Polfer a Marina di Cerveteri

ALLUMIERE – È stato rubato stamane e ritrovato 5 ore dopo il reliquiario che contiene un’ampolla con il sangue del Beato Giovanni Paolo II. La reliquia è stata sottratta con l’inganno in treno a don Augusto Baldini, parroco della Chiesa S. Maria Assunta di Allumiere. Don Augusto la stava portando da Roma ad Allumiere per essere esposta. Il reliquiario – in bronzo argentato e dorato opera dello scultore Carlo Balljana – è stato abbandonato dai ladri in mezzo a delle sterpaglie vicino alla stazione di Marina di Cerveteri ed è stato ritrovato dagli agenti della Polfer di Roma del comparto Lazio diretto da Domenico Ponziani. Secondo la polizia, si tratta della cosiddetta “copia pellegrina” del reliquiario: l’originale è custodito nella stessa chiesa di Santa Maria dell’Immacolata, nel quartiere di San Giovanni a Roma, dove si era recato stamattina padre Baldini. «Ho passato 5 ore di agonia – ha raccontato il religioso – la polizia è stata bravissima. Nell’ampolla, che si trova all’interno del reliquiario a forma di libro, è custodito il sangue prelevato a Papa Wojtyla dopo l’attentato del 13 maggio 1981. Me l’hanno restituito e già domani  sarà esposto ad Allumiere per il 25esimo anniversario della visita in cui Giovanni Paolo II incoronò la Madonna delle Grazie». Il parroco di Allumiere, secondo quanto appreso,  custodiva la reliquia in un grosso zaino nero, rubato al sacerdote sul treno regionale partito da Roma intorno alle 10. Ancora da accertare se i ladri lo abbiano abbandonato perché lo hanno ritenuto di scarso valore o solo nascosto per andarlo poi a riprendere in un secondo momento. In base a quanto ricostruito dalla Polfer, a seguito della denuncia del parroco, il furto è avvenuto durante la sosta del treno nella stazione di Marina di Cerveteri. Il sacerdote sarebbe stato distratto da un cittadino straniero sulla trentina, di origine nordafricana, che dalla banchina gli chiedeva informazioni, mentre altri due complici gli avrebbero portato via il prezioso reliquiario. “L’ho tenuto stretto per tutto il viaggio – avrebbe detto disperato il parroco denunciando il furto – non so come sia potuto accadere”. Nello zaino c’erano, inoltre,  medagliette e santini con l’immagine del Beato Giovanni Paolo II. Proseguono le indagini per individuare gli autori del furto. (a.r.)

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