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Galletta: "Salviamo la chiesa del porto"

Galletta: "Salviamo la chiesa del porto"

L'assessore pronta a farsi promotore di un incontro tra Curia e proprietà dei locali  

CIVITAVECCHIA – È pronta a farsi promotore, in qualità di assessore ai beni monumentali, di un incontro tra diocesi e proprietà dei locali teso a trovare una soluzione per salvare la chiesetta di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri custodita nelle mura del porto storico. Roberta Galletta è in prima fila per scongiurare la chiusura della chiesa, prevista per la fine di ottobre, a seguito di un contenzioso proprio tra il proprietario dei locali e la Curia. “Si tratta di una chiesa di grande pregio artistico e monumentale – ha spiegato – conserva una testimonianza importante della storia della nostra città e si trova in quella che era la vecchia cripta della chiesa matrice di Santa Maria, bombardata con la Guerra”. Motivi per i quali, secondo l’assessore Galletta, quella chiesa deve rimanere lì “in un luogo sacro per eccellenza della nostra città – ha aggiunto – la chiesa di Santa Maria, che si trovava al di sopra di quella attuale, è stata la prima chiesa costruita a Civitavecchia attorno al Mille, insieme all’edificio pubblico della Rocca. E probabilmente in quello stesso luogo, in antichità, c’era il tempio di Nettuno. Dopo la seconda guerra mondiale quella chiesa era rimasta quasi tutta in piedi, ma il vescovo di allora, Bianconi, francescano, decise di scambiarla con la Rocca, cedendola al Comune che la rase al suole per costruire palazzi. Un modo per cercare di “cacciare” i domenicani, la cui sede era proprio Santa Maria, dalla città. In questo caso non si tratta di cacciare nessuno, ma evitare di trasformare un luogo sacro in uno pagano”.  Insomma, secondo l’assessore non si deve rischiare di compiere l’ennesimo errore. Per questo si è detta disponibile, nel rispetto delle esigenze della Curia e della proprietà, di trovare una soluzione per mantenere la chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri nella collocazione attuale, evitando che diventi un pub, un bar o un negozio.     

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