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Movida, amministrazione soddisfatta. Irregolari pure

CIVITAVECCHIA – Un colore politico, o almeno un indirizzo ideologico  anche per quanto riguarda la movida. Agosto è finito e si possono tranquillamente tirare le somme relative a un’estate in cui i commercianti hanno dato vita ad una singolare autogestione. Soprattutto al Pirgo. Come se all’amministrazione comunale non interessasse il rispetto delle regole, quasi a voler reputare quel ‘‘regolamento per il posizionamento dei tavolini’’ (rimasto lettera morta), una boutade per nascondere le vere intenzioni. Tanto chi ha gestito gli esercizi pubblici alla fine ha gestito anche la movida, condizionando il Pincio con lacrime di coccodrillo e  inebriandone i vertici con vendite improvvise delle attività commerciali. «Lasciateci in pace, fateci lavorare», dichiarava la titolare di un locale il cui ricavato giornaliero farebbe invidia a un parlamentare; «Mi sono stufato, quest’anno vendo», rispondeva il collega che aveva già in tasca, firmato, l’atto di cessione del locale. Per non parlare delle ordinanze di chiusura per le più svariate irregolarità, pronte da settimane (se non da mesi) ma che nessuna ha mai notificato ai trasgressori. Probabilmente – e dopo il danno sarebbe carino, per non dire ridicolo, subire anche la beffa – i preposti lo faranno in questi giorni di fine estate, o forse no, tanto a questo punto fa lo stesso. Per quanto riguarda gli interventi di valorizzazione e riqualificazione, il nulla assoluto: al Pirgo gli operai di Città pulita si sono visti una sola volta per raccogliere i vetri rotti sulla spiaggia e solo quando questo quotidiano ha insistito. d’altronde l’assessore al Demanio ha preferito il restyling della Marina, passando direttamente al Marangone dove gli intoppi incontrati – con i quali ancora sta facendo i conti – non sono stati certamente pochi. Insomma,  parlando di movida, un’insufficienza è il giudizio che merita l’amministrazione Tidei. Che però si difende, sbandierando il dato relativo al numero di risse sensibilmente ridotto rispetto allo scorso anno. E lo fa, attribuendo il miglioramento alla decisione di far lavorare fino all’una di notte i vigili urbani. Che con tutta la buona volontà, in alcuni casi avranno anche fatto da deterrente, ma alle quattro del mattino gli animi incandescenti di cinque o più ragazzotti pronti alla lite, proprio non li immaginiamo stemperarsi al pensiero di un paio di vigilesse in gonnella o in bicicletta, tra l’altro già sotto le lenzuola da tre ore.

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