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Acqua, fatturati 45 mesi in un’unica soluzione

Acqua, fatturati 45 mesi in un’unica soluzione

Il caso del signor G.P. che si è visto recapitare una bolletta da 3191 euro. L’utente: mi propongono una dilazione in 120 giorni, ma è assurdo pagare rate da 800 euro per il solo servizio idrico. E le mancate letture degli anni scorsi comportano anche un maggiore costo di circa 360 euro, finendo il consumo nelle fasce più alte

CIVITAVECCHIA – Le ‘‘bollette pazze’’ dell’acqua, preannunciate dopo anni di mancata fatturazione da parte del Comune, passato il periodo elettorale, sono cominciate ad arrivare in tutta la città.
E così si va da 24 a 45 mesi fatturati in un’unica soluzione, con importi che – come nel caso di G.P., che si è rivolto alla nostra redazione – arrivano a superare i 3.000 euro, da pagare – secondo il Comune – con un solo versamento, o al massimo in due mesi, secondo quanto riportato in fattura.
Rivolgendosi agli uffici del Pincio, il cittadino ‘‘stangato’’ si è visto garantire una ulteriore dilazione, fino a 4 rate, ma certo non può bastare, visto che viene richiesto in 4 mesi ciò che è stato consumato (e non fatturato) in quasi 4 anni (45 mesi). E pagare 800 euro al mese solo per l’acqua, un servizio essenziale, appare assurdo e insostenibile, soprattutto al giorno d’oggi per una famiglia con reddito basso, ma anche medio. Peraltro, si potrebbe discutere anche sulla correttezza della fattura. Qualora infatti il Pincio avesse emesso regolarmente ogni anno i documenti fiscali, il contatore del signor G.P. avrebbe fatto registrare un consumo medio di circa 715 metri cubi, attestando l’utenza sulla terza fascia. La fatturazione di 2683 metri cubi tutti Acqua, fatturati 45 mesi in un’unica soluzioneinsieme ha determinato invece lo scaglionamento di quasi 1800 metri cubi sulla quarta e la quinta fascia, le più care. Complessivamente, G.P. dovrà pagare circa 360 euro in più rispetto all’importo complessivo a suo carico se le fatture fossero state emesse regolarmente.
A dirla tutta, infine, anche la fattura della stangata è già vecchia: la lettura a cui fa riferimento è del 5 ottobre 2011, quindi fotografa una situazione già vecchia di un anno.
L’ultima annotazione è meno ‘‘contabile’’ e più politica: in una città dove sempre più spesso l’acqua non è potabile e in cui di fatto da tempo è certificata l’insufficienza se non l’inadeguatezza del depuratore, dover pagare 692,83 euro su 3191 totali per il canone depuratore appare quanto meno beffardo, se non addirittura provocatorio.

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