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«Non è vero che la Gesam è stata già multata. I 60mila euro richiesti non sono sanzioni»

S. MARINELLA. L’OPPOSIZIONE REPLICA A BACHECA

S. MARINELLA. L’OPPOSIZIONE REPLICA A BACHECA

S. MARINELLA – I consiglieri di minoranza plaudono sarcasticamente all’intervento del sindaco Roberto Bacheca che senza mezzi termini ha duramente attaccato l’azienda che ha in appalto la raccolta differenziata, tacciandola di non rispettare gli impegni sottoscritti con il Comune. «Dopo oltre un anno che diciamo queste cose, ora Bacheca dichiara che la Gesam non svolge bene il servizio – dicono le opposizioni – questa dichiarazione potrebbe essere considerata come una nostra vittoria, se non fosse una realtà troppo triste per Santa Marinella. In realtà Bacheca, Maggi e tutta la giunta, non saranno credibili fino a che non attueranno azioni concrete, senza scorciatoie e senza fumo negli occhi. Non è vero infatti che la Gaesam è stata già multata per cui potrebbe esserlo nuovamente. I 60 mila euro richiesti alla ditta qualche mese fa non costituiscono infatti sanzioni, ma solo lo scomputo per servizi non eseguiti, il che è diverso». «Quando il sindaco Bacheca dichiara che “ora non è più concepibile sopportare le inadempienze contrattuali della Gesam” – dicono ancora i consiglieri – sottintende che lui e la sua giunta lo hanno sopportato per mesi. Al contrario di quanto dichiara, la ditta, è stata difesa e lodata dalla giunta quando la minoranza metteva in evidenza i problemi, a partire dalla primavera del 2011. Siamo stati accusati di essere sempre i soliti a cui non va bene niente ed invece adesso dobbiamo assistere allo spettacolo di una Giunta che dice che c’è stato un danno di immagine. Chi restituirà ai cittadini i soldi che hanno pagato per servizi che non hanno ricevuto? Le strade dovevano essere pulite, il verde ritirato gratuitamente ed invece è a pagamento, la raccolta differenziata doveva costituire un salto di qualità e ci ha fatto invece precipitare nella considerazione dei turisti”. “La verità è una sola – concludono le minoranze – la responsabilità del danno d’immagine è in primo luogo dell’amministrazione comunale che doveva vigilare e non lo ha fatto. «Riguardo ad un articolo apparso sulla Provincia – intende precisare la Rocchi – sento l’obbligo di rettificare, poiché il mio nome è stato associato a quella che poteva sembrare una difesa della Gesam, è l’esatto contrario, perché quello che abbiamo visto durante l’estate ha avuto un impatto fortissimo, è stato un vero è proprio fallimento». (Gi.Ba.)

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