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"La cucina del San Paolo in condizioni pessime"

CIVITAVECCHIA – Locali molto vecchi, situati vicino alla camera mortuaria e alla radiologia, impianto fognario ed elettrico fatiscenti e fogne che quotidianamente strabordano inondando i locali di liquami puzzolenti e malsani. Si tratta della cucina dell’ospedale San Paolo. La denuncia arriva dalla Filcams Cgil.  «Qualche giorno fa – racconta il segretario dell’organizzazione sindacale, Marco Feuli – siamo stati avvertiti che era caduto un pannello della controsoffittura. Ad una prima verifica sono apparsi dei tubi con la coibentazione rotta. Abbiamo richiesto subito l’intervento della direzione sanitaria dell’ospedale affinché si effettuassero delle analisi sul materiale di coibentazione dei tubi, per la sicurezza dei lavoratori che quotidianamente operano nel sito». Ma la richiesta effettuata dall’organizzazione sindacale, alla direzione sanitaria, è anche un’altra: «Avere una certificazione delle analisi effettuate, cosa che ad oggi ancora non ci è pervenuta». Uno stato, quello in cui si trova la cucina del nosocomio cittadino, non nuova alla Filcams Cgil che già nel 2011, come spiega lo stesso segretario, aveva denunciato più volte «alla direzione sanitaria lo stato di fatiscenza delle fogne e dell’impianto elettrico». Denunce a cui però «nessuno ha mai risposto. I lavoratori che operano all’interno della cucina cercano ogni giorno di fornire un servizio per gli ammalati e per il personale ospedaliero che si reca in mensa a consumare il pasto, ma ci chiediamo come sia possibile che in una cucina, dove gli alimenti dovrebbero essere lontani da batteri e microbi, possano accadere questi episodi». E il segretario Filcams Cgil, auspica che «la direzione sanitaria dell’ospedale, insieme alla Asl stavolta facciano qualcosa di veramente serio, non limitandosi ad inviare sporadicamente gli autospurgo quando la situazione è veramente impraticabile, o ad operare interventi di manutenzione saltuari», ma «mettano i lavoratori in condizioni di sicurezza», rendendo il servizio «sicuro per tutti».

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