Pubblicato il

Prete in viaggio con una pistola, arrestato

Il sacerdote è stato bloccato dalla vigilanza portuale durante l’imbarco per la Sardegna. Alla Polizia di frontiera ha spiegato di aver trovato l’arma davanti al confessionale e che l’avrebbe denunciata una volta arrivato a Cagliari. L’avvocato difensore Emanuela Di Paolo: «Ha chiarito con molta calma e tranquillità la sua posizione»

Il sacerdote è stato bloccato dalla vigilanza portuale durante l’imbarco per la Sardegna. Alla Polizia di frontiera ha spiegato di aver trovato l’arma davanti al confessionale e che l’avrebbe denunciata una volta arrivato a Cagliari. L’avvocato difensore Emanuela Di Paolo: «Ha chiarito con molta calma e tranquillità la sua posizione»

CIVITAVECCHIA . Stava per imbarcarsi sulla nave per Cagliari, quando il metal detector della sicurezza portuale ha evidenziato la presenza di un qualcosa di sospetto in un bagaglio. Immediato l’arrivo della Polizia di frontiera, che ha proceduto alla perquisizione della valigia, rinvenendo una pistola. È accaduto giovedì sera al porto, quando un uomo sulla cinquantina è finito in manette con la grave accusa di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco. Perché dai successivi controlli, l’arma è risultata essere ‘‘non denunciata’’. Grande lo stupore degli uomini del vicequestore aggiunto Lorenza Ripamonti e del sostituto commissario Archimede Pucci, quando, all’atto dell’identificazione, hanno scoperto la professione del possessore dell’arma da fuoco: si trattava di un prete diretto in Sardegna. Il sacerdote – secondo indiscrezioni – avrebbe giustificato la provenienza della pistola, parlando di un fedele  pentito che l’avrebbe lasciata davanti al confessionale e delle sua intenzione di consegnarla alle forze dell’ordine appena giunto in Sardegna. Ma non ha fatto in tempo: la Polizia di frontiera lo ha arrestato prima dell’imbarco. Oggi alle 15 l’udienza di convalida in carcere alla presenza del gip Giovanni Giorgianni, del pm Alessandra D’Amore e dell’avvocato difensore Emanuela Di Paolo. Il sacerdote non si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha chiarito con molta calma e tranquillità la propria posizione. Secco il commento del legale: «Era in buona fede, confidiamo nella remissione in libertà». Il pm ha chiesto i domiciliari, ma per l’avvocato del prete non esiste pericolo di fuga, né di reiterazione di reato. Il gip si è riservato di decidere.

ULTIME NEWS