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Acqua ancora non potabile, si infiamma la polemica

Acqua ancora non potabile, si infiamma la polemica

Si attendono i nuovi risultati. Marino (Pdl) e Movimento 5 Stelle richiamano l'amministrazione comunale

CIVITAVECCHIA – Mentre si attendono i risultati delle analisi sui campioni d’acqua prelevati la scorsa settimana in molte zone della città, rimane in vigore l’ordinanza di non potabilità a causa della presenza di batteri coliformi e di alluminio. E si infiamma la polemica in città. Dal Pdl è Pasquale Marino a ricordare come mai, in questi anni, si sia sentito parlare di alluminio presente nell’acqua. “I cittadini – ha spiegato – si aspettano che l’assessore competente chiarisca le vera causa di questa presenza: spieghi se si è trattato di errore nell’uso di sostanze non idonee a rendere potabile l’acqua o se si tratta  cause naturali non prevedibili e cosa si è fatto o si sta facendo per eliminare il policloruro di sodio dalle condutture”. Sempre in tema di inquinamento, Marino chiede cosa si sta facendo per la riduzione dell’arsenico e fluoruri eccedenti i parametri previsti dalla direttiva europea la cui proroga scade il 31 dicembre 2012. E ad intervenire sulla questione è anche il Movimento 5 stelle, ricordando come la presenza di alluminio possa essere legata alle piogge acide dovute alla presenza di centrali termoelettriche. “ Oltre al problema immediato della potabilità – spiegano – c’è anche quello della necessità di reperire i finanziamenti necessari ai lavori per sistemare la rete idrica e la bonifica del bacino di decantazione di Monte Uggiano, attraverso una seria pianificazione che potrebbe anche determinare la creazione di nuovi posti di lavoro. I soldi da investire su questo progetto potranno essere reperiti mediante un’azione di controllo dei costi della politica e dell’intera macchina amministrativa attraverso una riduzione drastica delle consulenze e delle assunzioni degli articolo 90 e 110 e soprattutto attraverso una gestione efficiente della Holding cittadina.  Non vogliamo pensare che il perenne stato di “emergenza” della rete idrica e la continua non potabilità dell’acqua possano essere utilizzate ad arte come  scusa per vendere ai privati la sua gestione”. 

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