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Falsa dentista a Fiumicino: denunciata dalla Guardia di Finanza

FIUMICINO – Esercitava in un edificio fatiscente, con strumentazioni in pessime condizioni igieniche e con in mano solo un’abilitazione in lingua straniera non idonea all’esercizio di qualunque professione medica in Italia. Per questo una donna ucraina che si spacciava per dentista è stata denunciata alla Procura di Civitavecchia per esercizio abusivo della professione e sostituzione di persona. Ad accorgersi di quanto accadeva nello studio è stata la Guardia di Finanza di Fiumicino che ha scoperto numerosi strumenti, alcuni dei quali arrugginiti e mai sottoposti ad alcun trattamento di sterilizzazione. Gli agenti hanno rinvenuto diverse schede intestate a clienti dello studio, da cui si desume l’esistenza di oltre 200 pazienti. La falsa dentista, inoltre, rischia anche pesanti sanzioni in quanto non risulta abbia mai presentato la dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap. “Il fenomeno dell’abusivismo, afferma Luigi Cleri, coordinatore Cna-Sno Roma – come quello scoperto oggi a Fiumicino, corre di pari passo all’emorragia di pazienti degli studi odontoiatrici che operano rispettando le regole e che collaborano con odontotecnici accreditati: solo pochi giorni fa avevamo ricordato che un dentista su tre a Roma denuncia un calo del 22%. Una crisi che si ripercuote sui laboratori odontotecnici” . Secondo la Cna “il dato più allarmante riguarda infatti la percentuale di protesi realizzate. L’80% dei laboratori del Lazio e l’84% solo nella Capitale lamenta un calo della produzione medio che sfiora il 30%. Protesi mobili per gli anziani, ma anche fisse, come le ricostruzioni in mancanza delle quali a rischio è la salute stessa della persona. In tutta Italia, negli ultimi tre anni, gli studi dentistici hanno perso ben tre milioni di pazienti. E non solo calano i pazienti. Quelli che continuano a farsi curare tagliano le spese, come dimostra i calo dei fatturati registrato negli studi. Sono infatti proprio le terapie più costose a subire i maggiori cali, come appunto e prestazioni protesiche. C’é poi un aspetto rispetto al quale gli odontotecnici che operano a Roma e nel Lazio soffrono di più rispetto ai colleghi di altre parti d’Italia. A livello nazionale – proseguono -, infatti, gli studi che si sono aggregati e hanno almeno tre poltrone sono riusciti a fronteggiare meglio la crisi, con una riduzione minima dei fatturati (-1%), ma ciò non vale per Roma dove anche gli studi grandi, con almeno tre poltrone, lamentano comunque una riduzione media del 10%”.
 

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