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Icpl, il futuro si decide al Pincio

Icpl, il futuro si decide al Pincio

Domani nuova riunione. Sindacati e lavoratori pronti a bloccare l'interporto

CIVITAVECCHIA – È in gioco il futuro dell’Icpl, di 46 lavoratori e di una struttura che, in tutti questi anni, dall’inaugurazione del 2006 ad oggi, non è riuscita a decollare e diventare quella piattaforma logistica di riferimento come era nei progetti. E domani si tornerà a discutere dell’interporto, in una riunione a Palazzo del Pincio, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Tidei e dell’assessore alle Politiche del Lavoro Sergio Serpente, oltre che dei vertici proprio di Icpl. Non Ferdinando Bitonte, però, visto che l’ormai ex amministratore delegato e presidente ha rassegnato le proprie dimissioni. Il motivo? Il mancato versamento, da parte del Comune, dei 6 milioni di euro del Cipe che la passata amministrazione aveva acconsentito a pagare, ma che l’attuale non vuole perché non reputa corretto. «Senza questi fondi – ha detto Bitonte – è impossibile lavorare». Intanto è ancora in piedi il ricorso di Icpl con il quale sono stati chiesti 85 milioni di euro di danni al Pincio: l’accordo con Moscherini era che, una volta pagati i 6 milioni, l’Icpl avrebbe rinunciato al contenzioso. Ora è tutto da rivedere, con la prossima udienza fissata per dicembre. Ed esprimono preoccupazione per l’intera vicenda le rsa di Filt Cgil, Fit Cisl e Usb che per le 14 hanno convocato un’assemblea dei lavoratori «per valutare insieme – hanno spiegato – le risposte che scatutiranno dall’incontro in Comune e le eventuali azioni di lotta da adottare nei confronti dei soci fino ad arrivare al completo blocco del’Interporto. I lavoratori sono ad oggi senza stipendio ed oltre all’emergenza economica nell’immediato hanno comunque l’obiettivo di tutelare il proprio posto di lavoro all’interno dell’impianto con le attuali condizioni contrattuali».

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