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"Interrompiamo la portata idrica di Hcs"

CIVITAVECCHIA – «Interrompere la portata idrica di Hcs aumentando quella di Acea». È questa la richiesta fatta dal sindaco Pietro Tidei all’assessore ai Lavori Pubblici Mirko Mecozzi per porre rimedio all’incresciosa emergenza idrica che vede ormai da settimane molte zone della città impossibilitati ad usare l’acqua dei rubinetti a causa della presenza di alluminio. Almeno fino a quando non si procederà con i lavori di bonifica (dal costo di 1 milione di euro) che dovrebbero partire a giugno. Intanto per conoscere chi tra Asl e il laboratorio incaricato dal Comune dice la verità sulla presenza o meno di alluminio nell’acqua, si dovrà attendere ancora qualche giorno. A causa infatti delle piogge di domenica e lunedì l’Università della Tuscia (chiamata ad analizzare le acque civitavecchiesi) non ha potuto effettuare i prelievi. «Con le piogge i fanghi di Monte Augiano si sono ‘‘risvegliati’’ – ha spiegato Mecozzi – il rischio sarebbe stato di trovare ancora una volta i colibatteri. Le analisi sono rimandate ai prossimi giorni». E proprio a causa delle piogge nella serata di lunedì è stata interrotta la portata idrica di Hcs ripristinata solo oggi.

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