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Biogas, il Tar dà ragione al Comune

MONTALTO. Il tribunale amministrativo regionale ha respinto la richiesta della ‘‘Società Agricola Montalto’’ srl che chiedeva la revoca della sospensione dei lavori Ruspe ancora ferme dopo il no all’impianto del sindaco Sergio Caci

MONTALTO. Il tribunale amministrativo regionale ha respinto la richiesta della ‘‘Società Agricola Montalto’’ srl che chiedeva la revoca della sospensione dei lavori Ruspe ancora ferme dopo il no all’impianto del sindaco Sergio Caci

MONTALTO DI CASTRO – Il Tar dà ragione al Comune di Montalto di Castro.
Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha infatti rigettato la richiesta della ‘‘Società Agricola Montalto’’ srl che aveva avanzato domanda di annullamento dell’ordinanza dell’amministrazione comunale, la numero 87 del 19 settembre, avente per oggetto la ‘‘Sospensione dei lavori per la realizzazione di un impianto a biogas in località Mandrione’’.
L’impianto a biogas è stato progettato per trasformare in energia i composti di materie organiche derivanti dalle lavorazioni agricole. Ma da tempo la realizzazione della centrale tiene vivo il dibattito nella cittadina animata da numerose polemiche tra maggioranza e opposizione.
L’amministrazione comunale in proposito ha anche dato un parere negativo alla realizzazione dell’impianto. Il no del sindaco Sergio Caci è stato infatti anche confermato nel corso del convegno svolto il 30 agosto.
L’obiettivo dell’azienda estera per la realizzazione di una centrale a biogas era probabilmente quello di poter usufruire entro ottobre di quest’anno dei finanziamenti europei, ma ormai l’obiettivo sembra tramontare.
L’area in località Mandrione, i primi di ottobre, è stata infatti sottoposta a sequestro da parte dei Carabinieri del maresciallo Zampone a seguito di alcune verifiche sul posto.
Il progettista dei lavori, il rappresentante legale di una società straniera e il proprietario di un’area per lo sbancamento di un terreno sul quale doveva essere realizzato l’impianto sono stati denunciati per avere eseguito i lavori senza alcun titolo abilitativo. Le irregolarità hanno riguardato alcuni documenti presentati dal proprietario del terreno stesso all’ufficio tecnico del Comune: una dichiarazione d’inizio lavori che sarebbe risultata non conforme alle opere che i mezzi meccanici in azione stavano eseguendo. Ora il Tar che dà ragione alle dichiarazioni dei tecnici comunali e il progetto resta al palo.

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