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Acqua potabile, tranne che per la zona nord

Acqua potabile, tranne che per la zona nord

Le ultime analisi effettuate dall’Arpa registrano che i livelli di alluminio rientrano nei limiti di legge. Rimane il problema legato ai colibatteri Consigliata sempre la bollitura, intanto il Comune pensa ad uno sconto in bolletta del 10%

CIVITAVECCHIA – È stata revocata nella tarda serata l’ordinanza di non potabilità dell’acqua emessa dal sindaco Tidei circa un mese fa, riguardante l’alluminio. Resta per la zona nord il problema dei colibatteri e la necessità di utilizzare l’acqua solo previa bollitura. Sembra essere terminata, finalmente, la lunga odissea dei cittadini civitavecchiesi. La decisione è stata presa  sulla base dell’esito delle analisi dell’Arpa Lazio sui campioni prelevati il 18 ottobre scorsa e della nota redatta come d’uso dalla Asl Rmf. L’alluminio è ormai rientrato nella norma, entro il limite consentito di 200 mc per litro, in tutti i punti dove è stata prelevata l’acqua.  Già al mattino l’assessore ai Lavori Pubblcii Mirko Mecozzi aveva annunciato un miglioramento della situazione, ma attendeva i risultati ufficiali per poter esprimere piena soddisfazione e dare ai civitavecchiesi, finalmente, la buona notizia. E la situazione è migliorata anche nella zona nord della città, dove a preoccupare erano stati i colibatteri: «Siamo di nuovo intervenuti con l’aggiunta di cloro nell’acqua – ha aggiunto – per abbassare i colibatteri». Ma a quantol pare la non potabilità rimane. Intanto dal Comune pensano ad uno sconto del 10% sulla bolletta per gli oltre 30 giorni di disagi subiti dalla cittadinanza: un’ipotesi che non sembra però soddisfare, se si considerano le centinaia di euro spese per acquistare casse di acqua minerale per bere, cucinare e lavarsi.  Una magra consolazione per i cittadini. E così dal Popolo della città sono pronti a lanciare una class action contro il gestore. «Alle famiglie civitavecchiesi la mancanza di acqua potabile costa mediamente dalle 50 alle 70 euro al mese e chi è deputato a garantire il bene primario per eccellenza alla popolazione nulla ha fatto e nulla sta facendo per risolvere la situazione – tuona il presidente Antonio Cacace – occorre essere risarciti del danno subito». L’associazione è disposta a promuovere, con l’ausilio delle associazioni di consumatori e di legali, la class action.
 

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