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Alluminio nell'acqua, i parametri tornano alla normalità

Alluminio nell'acqua, i parametri tornano alla normalità

Secondo i risultati delle analisi effettuate dalla Asl il pericolo sarebbe scampato. L'ordinanza di non potabilità resta in vigore fino all'ufficialità della notizia. Intanto è pronta la class action contro il gestore del servizio idrico

L’alluminio rientra nella norma. Almeno questo è quanto direbbero i risultati delle ultime analisi effettuate dalla Asl. “Stiamo aspettando l’ufficialità della notizia – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Mirko Mecozzi – fino a quel momento, per sicurezza resta dunque in vigore l’ordinanza di non potabilità anche dopo la bollitura”. E la situazione sempre essere migliorata anche nella zona nord della città, dove a preoccupare erano stati i colibatteri: “È stata ripetuta l’aggiunta di cloro nell’acqua per abbassare i colibatteri e anche per quella zona stiamo aspettando i risultati delle analisi”.
A conti fatti sembrerebbe dunque scampata l’ipotesi di chiusura del bacino di Monte Augiano e la richiesta ad Acea di sopperire alla carenza idrica che in quel caso si sarebbe venuta a creare, aumentando la sua portata.
Ma nonostante la bella notizia (anche se per cantare vittoria bisognerà aspettare ancora un po’), dal Popolo della città sono pronti a lanciare una class action contro il gestore. “Sempre più cittadini lamentano che la situazione è diventata intollerabile. Alle famiglie civitavecchiesi la mancanza di acqua potabile costa mediamente dalle 50 alle 70 euro al mese e chi è deputato a garantire il bene primario per eccellenza alla popolazione nulla ha fatto e nulla sta facendo per risolvere la situazione”.
“I cittadini di Civitavecchia – tuona il presidente dell’associazione Antonio Cacace – devono essere risarciti del danno subito”. E chiedono di “non far pagare l’acqua avvelenata che esce dai rubinetti delle case”. In caso contrario “oltre al danno ci sarebbe anche la beffa”. Così, a difesa dei diritti dei civitavecchia “siamo disposti a promuovere, con l’ausilio delle associazioni di consumatori e di legali a noi vicini, una class action contro il gestore”. Si tratterebbe di una proposta rivolta a tutti, con particolare attenzione ovviamente per i residenti di quelle zone in cui l’acqua è stata “dichiarata dal Comune non utilizzabile”.
“I cittadini – conclude Cacace – sono giustamente infuriati. L’amministrazione inizi ad assumersi le proprie responsabilità dicendo forte e chiaro che non farà pagare nemmeno un centesimo per un servizio idrico mai erogato”.

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