Pubblicato il

«Dobbiamo avere il coraggio di dichiarare l’emergenza acqua»

«Dobbiamo avere il coraggio di dichiarare l’emergenza acqua»

S. MARINELLA. Il vicesindaco Eugenio Fratturato interviene sul problema della non potabilità che coinvolge alcune zone della città «È mia intenzione verificare con i tecnici comunali la possibilità di utilizzare le due pompe di sollevamento al campo sportivo e quella in zona Valdambrini così da chiudere l’allaccio con l’acquedotto della Hcs»

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Il problema della non potabilità dell’acqua in alcune zone della città preoccupa, e non poco, le varie forze politiche. Il vicesindaco Eugenio Fratturato ci va giù duro e dice che non è più tollerabile che i cittadini debbano pagare le conseguenze di una «mala gestione» che potrebbe avere effetti seri sulla loro salute. «L’incompetenza, l’incuria e l’inefficienza di qualcuno ha portato gli impianti che forniscono l’acqua ad un tale stato di deterioramento che oggi dobbiamo avere il coraggio di dichiarare l’emergenza acqua – dice Fratturato – come può succedere una cosa del genere? Di chi è la competenza del trattamento delle acque? Dell’Acea  o della HCS di Civitavecchia? – si domanda il vice sindaco – mentre il Sindaco Tidei dice che sarebbe pronto ad incontrare il Procuratore per raccontare di un sospetto di sabotaggio, a Santa Marinella gli utenti si organizzano come possono per reperire acqua potabile. La città ha sofferto per anni la carenza dell’acqua, in particolare nella stagione estiva e i dipendenti comunali assegnati all’acquedotto, riuscivano comunque a garantire, con varie manovre di apertura e chiusura delle valvole, l’acqua potabile a tutta la città». «Non è più  accettabile questa dipendenza dall’Acea – prosegue il politico – che non fornisce proposte o soluzioni, pertanto è mia intenzione verificare con i tecnici comunali la possibilità di utilizzare le due pompe di sollevamento posizionate una presso il campo sportivo e l’altra in zona Valdambrini, per  pompare l’acqua potabile dal basso verso l’alto così da immettere nelle condotte l’acqua potabile e chiudere l’allaccio con l’acquedotto della HCS». Sulla questione interviene anche il movimento civico Fare Rete che dice «Non solo l’acqua non si può bere – nota il gruppo cittadino – ma per chi abita sulle colline è difficile anche l’approvvigionamento idrico, se non addirittura impossibile. Come a Civitavecchia, anche a Santa Marinella nei tubi dopo l’arsenico è arrivato l’alluminio, non poteva essere altrimenti, la condotta è la stessa. Una parte degli abitanti di Santa Marinella è senz’acqua perché quella che scorre nelle tubazioni è fortemente inquinata. Il fenomeno va avanti da mesi ma ormai non arrivano più le cisterne della Protezione Civile a riempire i serbatoi che ogni famiglia ha dovuto installare per provvedere ai propri bisogni e queste vasche da qualche giorno sono assurdamente vuote». «L’amministrazione comunale tace e non riesce a risolvere il problema – fa presente Fare Rete – l’azienda erogatrice dell’acqua manda lo stesso i conti salati da pagare per un’acqua inservibile. Il problema è stato, come si usa da tempo, prima sottovalutato ed adesso ignorato ma nelle case cresce la protesta. L’acqua è un bene essenziale e non si può continuare a palleggiarsi le responsabilità. Il problema va affrontato e risolto con la massima urgenza, i soldi richiesti ai cittadini devono essere rimborsati da chi è responsabile di questo inquinamento. Tanti cittadini si stanno rivolgendo a noi perché nel momento in cui gli amministratori sono impegnati nella lotta al posto in lista ed a trovare l’apparentamento giusto, siamo l’unico punto di ascolto al quale le persone possono appoggiarsi».

ULTIME NEWS