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Hcs, si pensa a vendere almeno il 40%

Hcs, si pensa a vendere almeno il 40%

Tidei indica le linee guida della "cura in extremis" per tentare di salvare la società

CIVITAVECCHIA – Il Comune è pronto a vendere almeno il 40% delle quote di Hcs, se non addirittura l’interà proprietà in caso estremo, per tentare di risollevare le sorti della Holding. Dopo l’ultima riunione con Tonucci e Deloitte, infatti, il Sindaco ha tracciato le linee guida per rilanciare la società. Progetto che passa da una liquidazione della società, approfittando delle recenti modifiche alla procedura fallimentare che consentono di presentare, entro massimo 120 giorni, un piano di risanamento. L’intenzione è quella di “mandare a morire” lentamente Hcs, sostituendo poi la Holding con Civitavecchia Infrastrutture, patrimonializzata e quindi in grado di aprire qualche credito con banche. Nel frattempo si cercano di garantire i servizi delle Sot. Il problema? Trovare subito 3 milioni di euro: cosa di non poco conto in una situazione del genere. Fondi che  verranno inevitabilmente sottratti ai servizi e ai beni del Comune. Un milione e mezzo subito, per ricapitalizzare le sot (società operative territoriali), l’altra metà entro novembre per arrivare a fine anno. E si prevedono profondi tagli sul personale. «Non vogliamo fare ‘‘macelleria sociale’’ di 480 dipendenti – ha spiegato il sindaco Pietro Tidei – il nostro impegno è quindi rivolto ad accendere ammortizzatori sociali, a partire dalla cassa integrazione per 60/90 unità: altrimenti dovremo ricorrere ai licenziamenti, per 50/60 lavoratori. Parliamo di ultimi arrivati e con minori carichi familiari. Poi si andrà necessariamente al licenziamento dei responsabili, anche se ci vorrà del tempo. Infine contiamo di vendere il 40% se non addirittura il totale di Hcs: si sono già fatti sotto 3/4 soggetti, ma in questo quadro è difficile». Ovviamente tutto questo sarà però oggetto di rattativa sindacale a partire da martedì prossimo per poter arrivare, in tempi brevissimi, ad inoltrare la richiesta di cassa integrazione straordinaria. Verranno trattenuti, ricollocandoli nelle Sot (Argo, Ippocrate e Città Pulita), solo i lavoratori in numero strettamente necessario a garantire il corretto funzionamento di tutti i servizi a cominciare da quello idrico. 

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