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Primarie del Pd, Palmini: “Il confronto delle idee non può limitarsi alla demonizzazione delle persone”

TARQUINIA – “No, caro Mauro non sono d’accordo. Sulle primarie del PD, l’opinione pur autorevole del Sindaco Mazzola è una delle voci del nostro partito”. Così Armando Palmini, portavoce del Comitato “Cambiare si può – Tarquinia per Renzi” replica alle dichiarazioni del sindaco Mauro Mazzola. “È noto che nel PD di Tarquinia sul rinnovamento della classe dirigente, ad ogni livello, esistono due scuole di pensiero – sottolinea Palmini – e il dibattito è aperto da tempo. Come è noto che diverso è il rapporto con la nomenclatura del partito provinciale. Ti assicuriamo che il programma di Matteo Renzi, lo abbiamo letto anche noi e lo abbiamo capito, trovandolo ricco di contenuti e proposte”.  “Noi non prendiamo ordini da nessuno – incalza Palmini – Sono venti anni che le scelte sulla classe dirigente, in questo territorio derivano dalle strategie del duo Sposetti & Fioroni. Noi non cerchiamo il loro favore. Viterbo è solo un cattivo esempio di come certe scelte vengono operate nel Pd anche a livello nazionale. Le primarie sono uno strumento di democrazia, chi vi partecipa pone alternative e non cerca scorciatoie”. “Rinnovare, non è solo una questione generazionale – sottolinea il portavoce – va rigenerata una classe dirigente ferma che dà per scontato il suo ruolo, senza confrontarsi con il partito e i suoi elettori. Tanti giovani sostengono Bersani, e tantissimi non più giovani sostengono Renzi. Un dato però aiuta a riflettere. La generazione del lavoro precario, quella che non conosce il 27 del mese, quella a cui non vengono rilasciati i mutui per la prima casa, quella che non può costruire una famiglia con la garanzia per il suo futuro: è la metà del paese non è possibile che sia rappresentata solo dal 5% dei parlamentari: semplicemente non conoscono i nostri problemi. È giusto che le generazioni debbano confrontarsi, in questo passaggio del sindaco l’implicita ammissione del ruolo decisivo nella sua elezione di quei giovani che oggi sostengono Renzi”. (a.r.)

 

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