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Il deposito dei libri diventa la sede di una società di boxe

SANTA MARINELLA.  Protestano i consiglieri della lista civica Un’Altra Città è possibile Nel mirino la delibera di giunta adottata «senza giustificata motivazione»

SANTA MARINELLA.  Protestano i consiglieri della lista civica Un’Altra Città è possibile Nel mirino la delibera di giunta adottata «senza giustificata motivazione»

SANTA MARINELLA – «La maggioranza non finisce di stupire e la lettura delle sue deliberazioni ha spesso dell’incredibile». Questo il commento dei consiglieri della lista civica Un’Altra Città è Possibile, all’indomani della delibera istituita dalla giunta Bacheca che destina una parte dei locali presenti al Palazzetto dello Sport a sede di una società di boxe, quando invece era utilizzata per il deposito dei libri della biblioteca comunale che è in ristrutturazione. «Nella delibera si legge che un’area destinata a palestra, attualmente intralciata da suppellettili e scatoloni pieni di vario materiale cartaceo appartenente alla biblioteca comunale – dicono Paola Rocchi e Stefano Massera – i libri della biblioteca civica sono considerati di intralcio e solo materiale cartaceo. L’ordinanza si aggiunge alla lista di quelle firmate dal sindaco contro il parere dei tecnici. Già in passato questa amministrazione è stata denunciata da noi per la sua palese gestione clientelare. Ci riferiamo alle borse per le cooperative sociali scavalcando i Servizi Sociali e la commissione preposta alla materna aggiuntiva sistemata nella ludoteca Baby World, senza che questa possedesse l’autorizzazione della Usl necessaria per una classe, alla cessione dello spazio dell’Orto Botanico prima che la commissione desse parere definitivo. L’ultima della serie è quella che cede un locale del Palazzetto dello Sport senza giustificata motivazione perché è senza definizione il periodo di inizio e di fine mandato, senza pagamento di bollette, senza alternanza con altre associazioni sportive che potrebbero inoltrare uguale richiesta e tutto questo evidentemente parafrasando il folkloristico detto ci sono figli e figliastri». «Perché il punto è proprio questo – concludono i due civici – come si fa a destinare uno spazio pubblico ad una sola Associazione sportiva senza stabilire un limite di tempo? Senza collaudo della struttura, andando a rimuovere per l’ennesima volta gli scatoloni contenenti cultura rischiando di danneggiarli? La vicenda lascia interdetti perché è importantissimo aiutare un’associazione a trovare un’adeguata sistemazione per la propria attività, ma la palestra di cui si parla non è ancora a norma. A tutt’oggi infatti non era mai stata aperta al pubblico perché manca del collaudo».
Gi.Ba.

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