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Regionali, Sel lancia Gino De Paolis

Regionali, Sel lancia Gino De Paolis

Dopo Comune e Provincia, l'esponente locale tenta la strada della Pisana

CIVITAVECCHIA -Elezioni regionali in vista. Sinistra ecologia e libertà risponde presente e candida al consiglio regionale Gino De Paolis (capogruppo Sel in Provincia). Una candidatura che «fonda le sue basi nel cambiamento» spiega il vice sindaco Enrico Luciani  che sottolinea come sia importante ad oggi (con le Province che stanno sparendo e il nuovo assetto istituzionale  da decidere) «avere un rappresentante all’interno di istituzioni importanti come la Regione». Una candidatura che ottiene la benedizione non solo del circolo Sel di Civitavecchia, ma anche del circolo di Ladispoli: «La nostra città, come Cerveteri e Santa Marinella – ha spiegato l’assessore di Ladispoli Francesca Digirolamo – non sono poli produttivi e rischiano di sparire all’interno dell’Area Metropolitana. C’è quindi la necessità per tutto il territorio di un rappresentante in Regione che ne difenda dall’interno gli interessi». E a ricordare il perché il nome di De Paolis sia quello giusto da indicare per un posto alla Pisana, è anche il coordinatore di Sinistra ecologia e libertà Pierfranco Peris: «È lui che in Provincia si è battuto per ottenere l’hospice oncologico, ha dichiarato guerra alla discarica ad Allumiere paventata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal Ministro La Russa, ha presentato una mozione, poi approvata, per dichiarare il Castello di Santa Severa un bene pubblico». Una candidatura accettata di buon grado dallo stesso De Paolis che ha voluto sottolineare come la campagna elettorale che Sel promuoverà per la sua ascesa in Regione sarà a costo zero. «È ora di dare un segnale diverso ai cittadini. Cittadini – incalza De Paolis – giustamente stanchi di sentire che si spendono anche 250 mila euro per una campagna elettorale. Proprio come non è giusto per un rappresentante del popolo ottenere uno stipendio così elevato, come oggi accade. Soldi provenienti proprio dalle tasche di quei cittadini che ci hanno votato per fare i loro interessi». E allora perché non partire proprio dallo stipendio per dare un segnale tangibile della volontà di Sel di invertire la rotta? «Con il partito sceglieremo un compenso equo. E quello e solo quello sarà il mio stipendio».

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