Pubblicato il

Castello, soluzione sempre più vicina dopo l’ok del consiglio provinciale

SANTA SEVERA. Recepite tutte le istanze del Comitato

SANTA SEVERA. Recepite tutte le istanze del Comitato

S. SEVERA – Si comincia ad intravedere uno sprazzo di luce nella complessa vicenda del castello medioevale che che negli ultimi mesi è stato al centro di un duro confronto tra la Regione Lazio e il Comitato cittadino nato per la sua difesa e per impedirne una strisciante privatizzazione di fatto che si stava preparando tramite un apposito bando pubblico. Il consiglio provinciale ha recepito tutte le istanze del Comitato, approvando all’unanimità una mozione che impegna il presidente Zingaretti ad attivarsi con il Comune di Santa Marinella e la Regione affinché si istituisca un tavolo di lavoro tecnico-politico, per affrontare le problematiche relative alla definizione del futuro del castello in modo chiaro e condiviso. La Provincia si impegna inoltre a riaprire il complesso monumentale alle visite guidate che gli operatori museali hanno sempre condotto dal 1996 fino all’inizio del cantiere di restauro nel 2005, a chiedere alla Regione Lazio dei fondi per le attività ordinarie del castello ed a attivarsi affinché la Regione Lazio destini il complesso monumentale a bene di notevole ed esclusivo interesse pubblico. Il Comitato cittadino in difesa del castello si dice molto soddisfatto questo importante impegno da parte della Provincia di Roma, l’ente finanziatore dei lavori del maniero e del suo borgo. «Investire sulla tutela e sulla promozione del castello – dicono i responsabili del Comitato – non solo ci aiuta a mantenere vivo il senso della nostra comune appartenenza ma rappresenta, soprattutto negli attuali scenari di globalizzazione, un’occasione irrinunciabile per creare in loco sviluppo ed occupazione. Riteniamo che proprio in un momento di crisi forte come quello che si sta attraversando sia fondamentale investire parte delle disponibilità economiche in quelli che possono essere gli unici veri settori puliti e trainanti dell’economia dell’Italia del futuro: i beni culturali e naturalistici». «Quando la crisi sarà passata – conclude la nota – chi avrà investito nello sviluppo della cultura, della formazione e della ricerca, nel turismo di qualità avrà di certo una marcia in più rispetto agli altri». (Gi.Ba.)

ULTIME NEWS