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«Un’azione speculatoria nei miei confronti»

«Un’azione speculatoria nei miei confronti»

Mauro Nunzi racconta i processi che indussero l’Ater a licenziarlo. L’ex assessore: «Secondo il  Tribunale si è trattato di un provvedimento senza giusta causa, ora devono essere i responsabili a pagare, non la collettività» 

CIVITAVECCHIA – Vittoria o sconfitta, quel lavoro l’ex assessore all’Urbanistica Mauro Nunzi ormai lo ha perso.
Da quando nel 2006 lo hanno licenziato dalla carica di dirigente dell’Ater, ‘‘costretto’’ a gettarsi nel mondo politico intraprendendo una carriera che di certo non potrà mai soddisfarlo come quel lavoro svolto per circa vent’anni.
Un licenziamento, però, per il Tribunale di Civitavecchia avvenuto senza una giusta causa. E per questo ora l’Ater dovrà risarcire Nunzi per i danni subiti. E così giustizia è stata fatta. Ora l’ex assessore valuterà insieme al suo legale se intraprendere azioni «per recuperare la mia dignità. La strada quindi è ancora lunga prima di scrivere la parola fine su questa triste vicenda». E Nunzi ha ripercorso tutta la vicenda e di come «sia stata messa in atto una vera e propria azione persecutoria nei miei confronti» con «14 delibere su 38 aventi ad oggetto proprio il «problema Nunzi», per non parlare poi delle 5 querele da parte dell’Ater e una denuncia alla Corte dei Conti». E di certo non nasconde che vorrebbe che chi ha sbagliato venga punito: «Avrei potuto lavorare per sei anni – ha spiegato l’ex assessore all’Urbanistica – e invece ora l’Ater sarà chiamato a risarcirmi pagando quanto mi spetta dal giorno del mio licenziamento al giorno in cui non pagherà (con gli interessi)». Un danno arrecato non solo a Nunzi ma anche ai cittadini «perché è con i loro soldi che l’Ater mi dovrà risarcire. Sarebbe quindi il caso che qualcuno chiami chi ha sbagliato a pagare in prima persona anche i danni alla collettività». Danni che, l’ex assessore all’urbanistica precisa, come non siano da attribuire «all’attuale presidente Ater Gino Vinaccia e all’attuale direttore generale Antonio Sperandio, ma solo ai dirigenti dell’epoca dei fatti».
E a sostenere che «la sentenza del Tribunale ha riparato al torto commesso dal presidente voluto da Marrazzo» è l’ex direttore generale Ater di Civitavecchia, ora delegato alla sicurezza di Roma Capitale, Giuseppe Giorgio Ciardi: «La notizia mi ha reso felice perché un’azione così vessatoria, come quella attuata dal presidente Di Ludovico (nominato dall’allora governatore Marrazzo) e dal Consiglio di amministrazione dell’Ater contro colui che aveva dato la sua anima affinché l’ente non fosse inglobato nell’Ater della Provincia di Roma, non poteva che meritarsi tale epilogo». Ciardi parla di un «finale con il botto, ma per quelli che lo hanno voluto a tutti i costi mandare via». L’ex direttore generale dell’Ater racconta anche di «un’analoga punitiva, anche se di minore rilievo rispetto a quella operata contro di lui, difatti sono stato allontanato circa sessanta giorni prima della scadenza dell’incarico, e forse proprio per avere più tempo e mano libera per preparare l’azione che poi ha portato all’estromissione da dirigente dell’ente di Nunzi. E come me anche il geometra Fabrizio Tassi, collaboratore di Nunzi, è stato allontanato venti mesi prima che scadesse il suo contratto con una decisione unilaterale preda dal direttore e dal Consiglio di Amministrazione».
E Ciardi si associa allo stesso Nunzi quando questi dichiara che «devono essere i responsabili del misfatto a pagare i danni causati e non la collettività, e nel caso di Nunzi penso che sia stato tutto premeditato, visto che già nell’ultima seduta consiliare, si parlò subito di risolvere il ‘‘problema Nunzi’’. Eppure cinque su sette non sapevano neanche chi fosse».

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