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Icpl, attesa per l'assemblea dei soci

Icpl, attesa per l'assemblea dei soci

Riunione per decidere delle sorti dell'interporto  

CIVITAVECCHIA – Nuovo capitolo della tormentata vicenda dell’Interporto. C’è attesa per l’esito dell’assemblea dei soci nel corso della quale verrà deciso del futuro dell’Icpl, dalla  assunzione di responsabilità da parte dei soci per rilanciare l’azienda al più disastroso procedimento di liquidazione o addirittura al fallimento. “Ci auguriamo – hanno spiegato Filt Cgil, Fit Cisl ed Usb – che la riunione dei soci approvi un piano di rilancio della struttura, investendo sulle risorse umane presenti ed integrandole con una dirigenza che possa reinserire nel mercato nazionale ed internazionale una struttura che per potenzialità può diventare leader della logistica del centro Italia, sfruttando la strategica posizione geografica nonché l’evidente attitudine quale centro di rifornimento primario per le compagnie crocieristiche. Se questa struttura dovesse chiudere non potremmo che pensare ad un fallimento finalizzato a deprimere il mercato locale a favore di altre realtà. Questa prospettiva è inaccettabile sia  per i lavoratori, i cittadini di Civitavecchia, sia per il porto che si trova ad avere una banchina attrezzata per le merci, pagata anch’essa da fondi pubblici, che lavora al di sotto delle proprie capacità produttive visto che il socio in comune tra terminal porto ed interporto non ha ancora incomprensibilmente incrementato lo sviluppo di questo polo logistico. Ci auguriamo quindi che i buoni propositi da parte del Comune per far rinascere l’interporto e le promesse fatte dal Sindaco pochi giorni fa a tutti i lavoratori riuniti in assemblea permanente, come lo stanziamento di un fondo a tutela della retribuzione e del coinvolgimento di nuovi clienti, abbiano un reale seguito. La speranza è che proprio il socio pubblico possa diventare l’ago della bilancia in favore dei lavoratori consentendo il rilancio dell’azienda con un piano di sviluppo rivolto alla tutela dei clienti già presenti e con l’ingresso di nuovi che diano stabilità a lungo termine. Le organizzazioni sindacali vigileranno sullo sviluppo  di questa situazione e chiedono un incontro con l’azienda che ad oggi non è stato concesso. Nell’eventualità che le decisioni prese dai soci non dovessero sostenere le ragioni dei lavoratori e quindi dello sviluppo del territorio, saremo costretti a  riprendere le azioni di lotta già messe in campo alzandone tuttavia il livello: i lavoratori sono  stati il motore di questa struttura e difenderanno il loro posto di lavoro in ogni modo”.

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