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Proposta bipartisan per inserire Civitavecchia nel Core Network

L’europarlamentare del Pdl Antonio Cancian ha presentato un emendamento insieme a Sassoli, Angelilli e Fidanza: “Il porto di Roma non può essere escluso dalla rete europea. Sosteniamo il presidente Monti, che da tempo sta lavorando con il Governo e con cui incontreremo il relatore del dossier Ten-T”

L’europarlamentare del Pdl Antonio Cancian ha presentato un emendamento insieme a Sassoli, Angelilli e Fidanza: “Il porto di Roma non può essere escluso dalla rete europea. Sosteniamo il presidente Monti, che da tempo sta lavorando con il Governo e con cui incontreremo il relatore del dossier Ten-T”

CIVITAVECCHIA – “Civitavecchia, il porto di Roma, non può non entrare nel Core-Network”. Ne è convinto l’europarlamentare del Pdl Antonio Cancian, promotore, insieme ai colleghi del Pdl Roberta Angelilli e Carlo Fidanza e al capogruppo del Pd a Strasburgo David Sassoli, di un emendamento alla norma che definisce i nuovi corridoi e nodi di rete multimodali europei e che sarà votata a fine novembre in commissione trasporti a Bruxelles.
“Il fatto importante – spiega Cancian – è che c’è stato un riconoscimento bipartisan della necessità di riportare il sistema portuale romano nel network intermodale continentale. Credo che sia un dovere sacrosanto quello di mettere in rete il porto di Civitavecchia, per il suo ruolo a servizio di una delle principali aree di mercato del Paese. La mia iniziativa va al di là delle etichette politiche, tant’è che insieme a Carlo Fidanza, che si occupa delle questioni relative all’intermodalità, abbiamo coinvolto gli europarlamentari del territorio, senza distinzioni di appartenenza e l’impegno comune per raggiungere questo risultato è sotto gli occhi di tutti, così come si deve dare atto al Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti di essersi attivato da tempo sia presso il Governo italiano, sia a Bruxelles, per sostenere le ragioni dell’inserimento del porto laziale tra gli scali italiani individuati come nodi della rete europea di trasporto”.
Un appuntamento fondamentale per raggiungere l’obiettivo è quello di mercoledì prossimo a Bruxelles: “Insieme a Monti – spiega Cancian – e all’ingegner Roberto Ferrazza in rappresentanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, noi quattro firmatari dell’emendamento incontreremo il presidente della Commissione Trasporti ed il relatore del dossier sulla proposta di regolamento Ten-T, il greco Georgios Koumoutsakos, per cercare di convincerli ad accogliere la proposta di inserimento di Civitavecchia”, che – in caso di accoglimento, dovrebbe essere formalizzata dal Governo con un apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
La proposta della Commissione Europea sulle TEN-T mira a creare una politica integrata delle infrastrutture per le reti dei trasporti affinché sia possibile ottenere sinergie, migliorare l’assegnazione delle risorse, rimuovere le strozzature e sviluppare i collegamenti mancanti. Per perseguire un tale obiettivo, la Commissione ha individuato un modello di pianificazione e finanziamento basato su due livelli: il Core Network (Rete Centrale), su cui si concentreranno le risorse di bilancio comunitario, e il Comprehensive Network (Rete Globale), il cui finanziamento spetta primariamente agli Stati Membri. La Rete Centrale, la cui realizzazione dovrà essere completata entro il 2030, costituirà la spina dorsale della Rete Transeuropea di Trasporto; quest’ultima comprenderà quelle parti della Rete Globale a maggior valore strategico per il conseguimento degli obiettivi TEN-T, nonché i progetti a maggior valore aggiunto europeo quali i collegamenti transfrontalieri mancanti e i nodi multimodali. Più nel dettaglio, la proposta della Commissione struttura la Rete Centrale intorno a 10 corridoi multimodali europei, che da soli assorbono oltre l’80% del budget del “Connecting Europe Facility” (“Meccanismo per collegare l’Europa”, strumento finanziario la cui dotazione per il periodo 2014-2020 ammonta a circa 22 miliardi di Euro), mentre il restante 15-20% verrebbe destinato ad infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali che sono oggetto di criteri, mappe e liste precise all’interno di questa stessa Rete Centrale.

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