Pubblicato il

Ladispoli: corso di romeno a scuola, genitori indignati

LADISPOLI – Vogliono trasferire i propri figli in un altra scuola perché alla ‘‘Corrado Melone’’ si parla troppo in ‘‘romano’’. O meglio romeno. A far scoppiare la ‘‘guerra’’ tra docenti e genitori l’attivazione di un corso gratuito di cultura romena per tutti gli alunni (dall’infanzia alle scuole medie) dell’istituto ladispolano. I genitori, avrebbero preferito l’attivazione di un corso gratuito di lingua inglese. A nulla, o quasi, è valso il tentativo del dirigente scolastico Riccardo Agresti di spiegar loro che si tratta di un progetto fortemente voluto, nel 2007, dai ministri dell’istruzione italiano e romeno con la sottoscrizione di una dichiarazione di intenti «che prevedeva – spiega – lo scambio di insegnanti che portassero nei reciproci Paesi la propria cultura di origine». Obiettivo: «Agevolare il contatto con la lingua, la cultura e la civiltà romena, conoscere i momenti importanti della storia, la formazione del popolo, tradizioni e abitudini del Paese». Ma a quanto pare non a tutti i genitori l’obiettivo sembra piacere. Tanto da voler chiedere il trasferimento in altro istituto scolastico. «Devo ammettere – spiega Agresti – di non aver assolutamente compreso quali siano le perplessità di chi rifiuta che i bambini vengano a contatto con la cultura romena con un corso che è gratuito (perché lo stipendio della docente è pagato dal Governo romeno), non toglie opportunità  (le maestre usano le informazioni della docente per approfondire altri argomenti rendendoli più vivaci e interessanti), permette di conoscere meglio chi vive nella nostra multietnica città (che si distingue dai paesetti circostanti proprio per questa sua apertura culturale), aggiunge conoscenze e cultura ed è orientata a diffondere l’amore anziché la semplice tolleranza verso chi non sia italiano». E Agresti esclude «tra le motivazioni vi sia il razzismo becero di quella persona che ci ha recentemente chiesto il trasferimento in altra scuola per il proprio figlio perché alla ‘‘Melone’’ si parla in ‘‘romano’’. Ora non so se avesse voluto dire ‘‘romeno’’ o intendesse il ‘‘dialetto romano’’, in ogni caso, credo che quel signore avrà difficoltà a trovare entro un paio di centinaia di chilometri, classi con ragazzi di razza pura italiana (magari senza cadenza romana o romena), cosa che, visti certi nostri autorevoli rappresentanti in Parlamento, personalmente me ne farebbe rifuggire». E invita a una riflessione: «In condizioni opposte (Italiani all’estero) cosa penseremmo di una scuola che si attiva per stimolare l’integrazione e l’accoglienza dei nostri figli?»

ULTIME NEWS