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Pendolari, altri ritardi nella linea Fr5

FIUMICINO –  Linee sovraffollate, densità umana calcolata, nei vestiboli, in oltre nove persone al metro quadro – il triplo di quella dei carri bestiame dei deportati dai nazisti -, malori e treni su cui è fisicamente impossibile salire. E’ questa la storia di tutti i giorni per i pendolari della linea Fr5 che anche oggi hanno dovuto affrontare i soliti problemi. Il treno proveniente da Grosseto e previsto in arrivo a Termini alle 8,53 ha viaggiato, come spesso avviene, con quattro carrozze anziché con le sei previste, ovvero 250 posti in meno, contando solo quelli a sedere, e per di più con due porte rotte su otto. “A Torrimpietra – raccontano i pendolari – già non era più possibile salire; a Maccarese una persona si è sentita male, qualcuno in stazione ha tirato l’apertura forzata della porta, unico modo possibile per comunicare col personale del treno quando non ci si può muovere per l’affollamento, bloccandone così una terza. Sono serviti 20 minuti per riuscire a ripartire, tra riuscire a far salire quasi tutte le persone in attesa e ripristinare la porta. Stessa scena ad Aurelia, dove sono rimaste a terra decine di persone ed il treno non è riuscito a chiudere le porte. Alla fine 36 minuti di ritardo”. “Come sempre – lamentano i pendolari – quindi, ritardi al lavoro e all’università o nelle coincidenze con altri mezzi di trasporto”. “In compenso – ironizzano i viaggiatori – i pendolari italiani hanno di che consolarsi con la lettura della lunga pagina di comunicato stampa dedicata di recente alle FS dal giornalista del Financial Times che ha lodato le Ferrovie Italiane perché sui Frecciarossa viene servita spremuta d’arancia fresca”. Ciò che invece sottolineano i pendolari della linea Fr5 sono le promesse non mantenute da parte di Trenitalia secondi il programma presentato un anno fa.  “Tre nuovi treni, dei 26 ordinati per l’arco 2011-2013, dovevano essere sui binari della regione entro il 2011 e la revisione delle carrozze dei vecchi Vivalto, giunti in scadenza, doveva avvenire durante un arco di tempo di circa sei mesi. Ma  ad oggi il risultato di quanto annunciato è ben diverso: a metà novembre 2012 sono entrati in servizio solo due treni”.  “Il piano di revisione, – conclude Andrea Ricci del Comitato Pendolari Litoranea Roma Nord e Osservatorio Regionale sui Trasporti – è sì, inevitabilmente, partito, ma per il completamento si parla ora della ‘’primavera 2013’’”.

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