Pubblicato il

"Due anni per risollevare le sorti della città"

"Due anni per risollevare le sorti della città"

Il sindaco Tidei ed il suo vice Luciani indicano i prossimi passi da seguire per far fronte alle emergenze: vendita, anche totale, di Hcs. E poi una rivelazione shock sulla Marina: "Gli uffici si sono accorti che non c'era alcun vincolo. Inutili i ricorsi al Tar e al Capo dello Stato"

CIVITAVECCHIA – Due anni per risollevare le sorti della città. È questo il tempo indicato dal sindaco Pietro Tidei e dal suo vice Enrico Luciani per mettere Civitavecchia su un binario diverso da quello attuale. «D’altronde – hanno spiegato – siamo in totale emergenza. Non c’è un settore che sia sano».
E così l’amministrazione comunale ha indicato quelli che sono i passi da compiere per tentare di salvare il salvabile. Costruire la parola d’ordine.
«Ripartiranno a breve i patti territoriali, in zona Sterpeto e Villaggio del Fanciullo – ha spiegato Tidei – riprenderemo la variante 29, con le zone compromesse dove sviluppare l’autocostruzione e l’edilizia agevolata, e la variante 31 con le Ferrovie dello Stato che realizzeranno la nuova stazione di Civitavecchia. Con i piani di zona e attraverso la sinergia con l’Ater cercheremo di aprire almeno una quarantina di cantieri per la realizzazione di nuove case: edilizia pubblica e non lottizzazioni private». E poi la conclusione dei lavori al mercato, il nuovo rapporto da instaurare con Enel alla quale chiedere investimenti concreti in termini di infrastrutture – interventi sulla rete idrica, teleriscaldamento e rete fognaria, solo per fare qualche esempio – la conclusione dei lavori del mercato, la nuova occupazione con la Privilege, pronta ad assumere altre 80 persone ed il porto, con l’apertura dei cantieri per la nuova darsena, «l’acquisto dell’Italcementi – ha aggiunto – attraverso la vendita di Fiumaretta all’Autorità Portuale. Authority – hanno spiegato Tidei e Luciani – con la quale apriamo una fase nuova di collaborazione».
I vertici del Pincio assicurano di non voler criminalizzare nessuno, «ma la fase che stiamo affrontando – hanno aggiunto – è il risultato di una cattiva gestione dell’amministrazione e dei soldi pubblici».
E di emergenze ne ha sottolineate diverse il sindaco Tidei. A partire da quella finanziaria, con debiti di quasi 33 milioni solo per Hcs a cui si aggiungono i 5 milioni fuori bilancio del Comune. «Per questo – ha aggiunto il primo cittadino – dobbiamo vendere Hcs: che sia il 40%, il 60% o tutta la società». Questo soprattutto alla luce del fatto che, a quanto pare, non verrà concessa la cassa integrazione. «Al momento le situazione appare questa – ha spiegato – intanto abbiamo licenziato circa 50 lavoratori dei 242 assunti in pochi mesi; ne rimangono circa 200 sulle nostre spalle».
E poi c’è il problema, serio, del settore idrico e dell’abbattimento dell’arsenico e quello imminente dell’esaurimento della discarica.
Martedì si terrà un nuovo incontro tra i vertici del Pincio e la Mad, la società che gestisce la discarica.
«Abbiamo un’autonomia di circa 15 giorni – ha sottolineato Tidei – la nuova vasca è pronta e non accettiamo più scuse per il collaudo. Mi chiedo come mai non possiamo gestirla noi la discarica, invece di farlo fare ad un’altra società».
Intanto mancano circa 3 milioni di euro sulla riscossione della Tia. «In tre mesi – ha spiegato l’ex amministratore unico di Hcs Rina Romagnoli – abbiamo messo in piedi una task force recuperando 600 mila euro su un milione della Tia corrente ed altrettanti su quella pregressa, tra cittadini ed aziende».   Per non parlare poi del problema legato all’Interporto, «con l’Icpl  – ha aggiunto Tidei – che oggi ci chiede i soldi del Cipe che non possiamo dare per legge, ma che, con le perdite d’esercizio che hanno superato ormai il capitale sociale di 9 milioni di euro, è costretta a portare i libri in tribunale per fallimento». «Di buono c’è che la città – ha poi aggiunto Luciani – potrà avere presto la sua Marina». Il Comune, infatti, anche se tardivamente, si sarebbe accorto «che sull’area della Marina non esisteva vincolo. Procederemo quindi – hanno concluso Tidei e Luciani – ad una determina dirigenziale per sbloccare la situazione: non c’era bisogno del ricorso al Tar o di quello al presidente della Repubblica».

ULTIME NEWS