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Terremoto nel Pd: in 150 riconsegnano la tessera

MONTALTO DI CASTRO. Bufera nella cittadina castrense dove il partito dell’ex sindaco Carai perde i pezzi Nel mirino la dirigenza che non risponde, il congresso fallito e gli ex amministratori che non riferiscono più al circolo

MONTALTO DI CASTRO. Bufera nella cittadina castrense dove il partito dell’ex sindaco Carai perde i pezzi Nel mirino la dirigenza che non risponde, il congresso fallito e gli ex amministratori che non riferiscono più al circolo

MONTALTO – Sconfitta alle amministrative; Carai e Brizi che disertano da mesi le riunioni interne al circolo; il congresso che è andato a finire con un nulla di fatto e i dirigenti che non rispondono: è terremoto nel Pd di Montalto di Castro. in 150 riconsegnano le tessere. A dare fiato alle trombe è Elisabetta Bronzetti, vincitrice, ma per poco, del congresso locale del partito, che spiega le ragioni di una emorragia inarrestabile. “Il Partito Democratico è per tutti noi un’idea, una storia ed una casa comune – dice la Bronzetti – In anni di militanza, di battaglie, di scelte, abbiamo vissuto momenti esaltanti e superato momenti difficili sempre guidati dalla volontà di metterci al servizio di una comunità di persone e di valori. Ora, nostro malgrado, non siamo in grado di andare oltre. Le vicende degli ultimi tempi, dalle elezioni amministrative all’ultimo congresso, hanno maturato un quadro in cui non ci riconosciamo e in cui, ancor peggio, non riconosciamo più i tratti della buona politica”. Sul piatto, la sconfitta alle elezioni amministrative, “che pure doveva interrogarci sulle responsabilità gravi che ci hanno portato a diventare minoranza in consiglio e nel paese”, dice la Bronzetti. “Abbiamo ostinatamente confidato che un rinnovamento radicale dei modi e delle prassi del nostro circolo potesse riavvicinarci al nostro popolo. Un rinnovamento che partisse dal circolo e si propagasse anche alla nostra rappresentanza in consiglio comunale, superando quelle resistenze che, in fase di compilazione della lista, gli avevano impedito di dispiegarsi compiutamente prima delle elezioni poi malamente perse – prosegue la giovane del Pd – Nostro malgrado, a distanza di mesi e nonostante l’impegno, purtroppo solo a parole, della segreteria provinciale guidata ancora da Andrea Egidi, non abbiamo trovato né risposte, né una qualsiasi forma di sensibilità”. Nell’arringa della Bronzetti finiscono i consiglieri comunali Carai e Brizi, “che – dice – ovviamente non si degnano di frequentare il circolo da sei mesi, mantengono il loro posto, rispondendo non più al gruppo politico che li ha eletti ma unicamente a loro stessi”. “Viceversa, abbiamo assistito durante e dopo il congresso ad una farsa grottesca – spiega ancora Elisabetta Bronzetti – in cui le ragioni della nostra limpida condotta sono state offuscate dall’atteggiamento di dirigenti che, pur di salvare posizioni di rendita ormai insostenibili, non si sono fatti scrupolo di legittimare atti scellerati e privi di qualsiasi logica”. Infatti, dopo che la commissione viterbese per il congresso aveva deliberato ad ampissima maggioranza la vittoria di Elisabetta Bronzetti e l’esclusione dell’altra lista per i gravi atti compiuti dal candidato segretario, lo stesso ha fatto ricorso alla commissione di garanzia regionale che ha provveduto, in attesa della pronuncia prevista per il prossimo 14 novembre, all’immediata sospensione della decisione maturata a livello provinciale, contraddicendo di fatto la commissione viterbese. Tra i firmatari del ricorso spiccano proprio le firme dei consiglieri di minoranza Carai e Brizi. “Si è dunque preferito – conclude la Bronzetti – alimentare l’esistenza di pericolose lotte interne, intervenire sul dibattito e sul rinnovamento con atteggiamenti propri di un modo oramai superato di fare politica, e in questo modo bruciare le tante energie dei giovani del Partito democratico, con il solo fine di mantenere uno status quo dannoso al partito e al paese. Crediamo, ed il nostro radicamento sul territorio ce lo conferma, che fossero altre le risposte che i cittadini si aspettassero da noi e dal nostro agire. La nostra correttezza e la nostra dignità ci impediscono di attendere che venga confermata, non volendo accettare un compromesso che riabiliti e reintegri coloro hanno offeso la moralità stessa del partito, l’idea di annullare il congresso e commissariare una sezione con un legittimo segretario. Non è nostra intenzione aspettare che qualcuno maturi altrove decisioni che riguardano Montalto e Pescia. Per queste ragioni, io ed altri 150 iscritti ci autosospendiamo dal partito riconsegnando la tessera nella mani del segretario provinciale augurandoci che il Partito democratico sappia cambiare per tornare ad essere la nostra sola casa politica”. (a.r.)

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