Pubblicato il

Almerighi: "Forse davo fastidio"

Intervista in esclusiva all'ex presidente del tribunale dopo la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso contro il mancato rinnovo dell'incarico a capo del palazzo di giustizia locale

Intervista in esclusiva all'ex presidente del tribunale dopo la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso contro il mancato rinnovo dell'incarico a capo del palazzo di giustizia locale

Almerighi, ritiene questa partita ormai chiusa?
“Direi proprio di no. Il TAR deve ancora decidere nel merito e poi, sempre nel merito c’è il secondo grado di giudizio del Consiglio di Stato. Andrò sino in fondo perché sono convinto che nel nostro paese sia ancora possibile avere Giustizia.
Ciò che più mi ha sconcertato è che né il Consiglio Giudiziario né il Consiglio Superiore della Magistratura abbiano in qualche modo tenuto conto delle memorie e dei documenti che ho prodotto, che smentiscono alla radice la fondatezza degli addebiti che mi sono stati mossi. E’ come se dei giudici condannassero una persona copiando le tesi accusatorie del pubblico ministero senza confrontarle con le prove portate dalla difesa, cioè senza contradditorio, senza processo. Ciò che più mi preoccupa non è la mia vicenda personale, ma la vicenda in se stessa come sintomo di crisi della cultura della giurisdizione. Le faccio solo un esempio. Mi hanno contestato una scarsa presenza in ufficio. Lei sa che i magistrati godono di 51 giorni di ferie. Ebbene, nel 2008 sono stato in ferie per soli 38 giorni; nel 2009, addirittura per soli 12 giorni; nel 2010 per 17 giorni e nel 2011 per 27 giorni. Vorrei sapere quanti presidenti di tribunale in Italia hanno rinunciato a godersi un così alto quantitativo di ferie per esigenze di servizio, ma soprattutto, perché, anche dopo la produzione documentale di quanto ho appena detto, il CSM ha continuato a parlare di “scarsa presenza”. O non hanno letto o se hanno letto è ancora peggio. Ma questo è solo un piccolo esempio di quanto è accaduto”.

Crede che ci sia dell’altro nella decisione del Csm di non confermarla a capo del tribunale di Ciuvitavecchia?
“Proprio per quanto ho appena detto, non posso escluderlo. Veda, dopo oltre 40 anni che faccio questo lavoro, mi sento con la coscienza completamente a posto e pienamente sereno. Per migliorare la resa di Giustizia del Tribunale di Civitavecchia, ho fatto tutto il possibile e il riconoscimento che ho avuto dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati mi conferma i buoni risultati che ho ottenuto. Pensi che lo stesso C.d.S. parla di “non ottimali risultati raggiunti”. Nella lingua italiana ciò significa che ho ottenuto risultati “buoni” o almeno “sufficienti”. Se venisse applicato questo criterio in tutti i tribunali d’Italia quanti presidenti si salverebbero? Tenuto conto delle risorse disponibili, credo che nel paese non esista un tribunale con una organizzazione ottimale. A quanto mi riulta, forse solo quello di Bolzano”.

Non ritiene che nei 4 anni di presidenza non sia riuscito a creare un clima unitario tra i giudici e tra il personale di cancelleria?
“Nei 4 anni non ho mai ricevuto lamentele sui miei provvedimenti organizzativi anche perché sempre concordati prima sia coi giudici che con il dirigente dr. Grosselli. Forse ho provocato qualche malumore in qualche giudice e in qualche dipendente amministrativo per alcuni provvedimenti tendenti a moralizzare l’ufficio e a creare al suo interno un clima di massima trasparenza. Ma, ripeto, mai nessuno è venuto da me a lamentarsi. Lei non può immaginare quello che accadeva prima del mio arrivo. Ho scritto tutto nelle memorie che ho prodotto. Se un presidente fa il suo dovere sino in fondo, è ovvio che si crei qualche malcontento, ma se tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto”.

Cosa farà se il Tar respingerà il suo ricorso anche nel merito?
“Quello che ho fatto per tutta la vita. Ancora più di ieri continuerò il mio impegno sulla legalità del paese scrivendo altri libri e dedicandomi maggiormente a parlare con i giovani. Questo è un paese che sta attraversando una crisi culturale e dei valori senza precedenti, almeno da quando esiste la democrazia. Per quanto riguarda il tribunale di Civitavecchia, spero che il presidente che verrà dopo di me riesca a fare meglio di quanto sia riuscito a fare io. I cittadini e gli utenti della Giustizia lo meritano e ne hanno diritto”.

 

ULTIME NEWS