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Docenti in protesta: compiti corretti a piazzale del Pincio

Docenti in protesta: compiti corretti a piazzale del Pincio

di SONIA BERTINO

CIVITAVECCHIA – Compiti in classe corretti al Piazzale del Pincio. È questa la forma di protesta innovativa messa in pratica dagli insegnanti del Coordinamento territoriale a difesa della scuola pubblica per dire no ai tagli del Governo alla pubblica istruzione e all’idea, momentaneamente ‘‘sparita’’ di portare le ore di insegnamento di ogni singolo docente da 18 a 24 ore.  Come se gli insegnanti tornando a casa, non proseguissero le loro attività (correzione dei compiti in classe e preparazione delle lezioni del giorno successivo da propinare agli alunni)A parità di compenso. «Con questo provvedimento – spiega il docente Marco Galice – si sarebbero lasciati molti altri docenti precari a casa». Circa 30 mila cattedre in meno alle già 140 mila cattedre tagliate dal Governo. Ora per fortuna questo allarme sembra essere rientrato. «Il provvedimento rientrava nella lagge di stabilità che il Governo ha emendato – ha aggiunto Galice – ciò non vuol dire che l’istruzione è salva. Il Governo infatti ha pensato bene di risparmiare quei 200 milioni di euro tagliando altre voci dell’istruzione». E tra questa ci sarebbe quella sul fondo d’istituto: le risorse a disposizione di ogni singola scuola per l’attivazione di corsi aggiuntivi. O addirittura per coprire economicamente le ore di supplenza. E un taglio al fondo equivale a un taglio delle supplenze. Con tutte le conseguenze che questo comporta. Classi scoperte in assenza dell’insegnante o accorpamento delle classi senza insegnanti con altre. Per buona pace della didattica e dell’insegnamento. 

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