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Scuola, prosegue la protesta

Scuola, prosegue la protesta

Invasione di studenti al Pincio. Cortei in programma anche domani e sabato

di SONIA BERTINO

CIVITAVECCHIA – Suona finalmente «la campana del risveglio». E ora il Governo dovrà fare i conti anche con gli studenti di Civitavecchia che da mercoledì marciano, urlano e rivendicano i propri diritti. Tutti compatti. Uniti contro un ‘‘nemico’’ comune. Il Governo e i tagli che vorrebbe apportare all’istruzione. Il Governo e quella privatizzazione, che si cela dietro il decreto Aprea che di fatto ucciderà come un serial killer l’istruzione pubblica a cui tutti (ricchi e poveri) possono accedere. «L’istruzione è nata pubblica e tale deve restare». È questo quello che hanno tuonato questa mattina all’aula Pucci. È qui che sono approdati dopo l’ennesimo corteo di protesta che ha mosso i suoi passi dagli istituti di appartenenza. Guai ad accusarli di voler solo perdere giorni di scuola. Rispediscono l’accusa al mittente. E lanciano la sfida: «Lo dimostreremo sabato quando, in un giorno non scolastico per noi, ci recheremo in massa al corteo organizzato a Roma dove continueremo con la nostra protesta».
E così, contro il nemico comune, i ragazzi del ‘‘Guglielmotti’’ hanno deciso sia di occupare l’istituto che di partecipare alla manifestazione di oggi. Al Marconi si procede con lo sciopero a oltranza fino a sabato. Da lunedì inizierà invece la cogestione tra insegnanti, studenti e dirigenti scolastici con lezioni anche pomeridiane su tematiche richieste dagli studenti per poter approfondire a 360 gradi quanto in questo momento nelle segrete stanze del Governo i nostri parlamentari stanno decidendo. Tutto a discapito loro. Del loro futuro.
Si torna ad occupare anche al Baccelli (dopo la pausa notturna che ha visto i ragazzi tornare a casa dopo l’incontro con gli insegnanti). Niente occupazione all’alberghiero, dove gli studenti hanno invece deciso di aderire alla protesta. Le aule comunque restano vuote. Si continua a svolgere lezione invece allo scientifico. Al Calamatta i ragazzi dopo un confronto con genitori e professori, hanno deciso di occupare mentre per sapere cosa hanno deciso quelli del Benedetto Croce bisognerà aspettare almeno fino a domani mattina.
«Qui non si tratta solo dei tagli che il Governo sta valutando di apportare alla nostra istruzione. Si tratta anche delle condizioni in cui ci costringono a studiare – tuona il rappresentante d’istituto davanti a una Pucci gremita di giovani rivoluzionari – e parlo anche di sicurezza». Si perché all’alberghiero le scale di emergenza sono inagibili e nonostante i cartelli che segnalano la presenza degli estintori, questi in realtà non ci sono. A meno che non siano coperti dal mantello dell’invisibilità di Harry Potter. Proprio come quei laboratori tanto utili ma anche costosi. «Manca quello di informatica». E così l’istruzione dei ragazzi che hanno scelto l’indirizzo turistico è compromesso. Resistono invece i laboratori di chimica e fisica allo scientifico e quello di sala e cucina sempre all’alberghiero. Chissà per quanto però. Una sacro santa protesta insomma. Che ha trovato anche l’appoggio dell’amministrazione comunale. A cominciare dal vice sindaco Enrico Luciani: «Dovete essere consapevoli che quello che stiamo vivendo è un passaggio epocale. Qualcosa inizia a mancare. E lo vedo ogni giorno, quando decine e decine di genitori vengono a bussare alla porta del Pincio chiedendo aiuto per arrivare alla fine della giornata. Purtroppo però l’amministrazione non riesce a rispondere a tutti. La situazione che stiamo vivendo è gravissima. Per questo vanno coinvolti anche i genitori e gli insegnanti». E Luciani non riesce nemmeno a capacitarsi di chi invece di sostenere e proteggere gli studenti in rivolta ha deciso di colpirli a suon di manganellate. «Se fosse tornato mio figlio a casa col viso  coperto di sangue, non avrei più risposto delle mie azioni». E la protesta proseguirà anche domani. Appuntamento alle 9 all’istituto alberghiero. Da qui i ragazzi e tutti i docenti che decideranno di sostenerli in questa lotta (che non riguarda solo i lavoratori del futuro, ma anche loro che con l’indizione del nuovo concorso pubblico per la ridefinizione della graduatoria, e l’ipotesi avanzata di aumentare le ore di lavoro in classe a parità di compenso sono a rischio) muoveranno in un corteo autorizzato fino a piazzale Guglielmotti. Per sabato invece l’amministrazione comunale ha messo a disposizione degli autobus che dovrebbero partire dal piazzale antistante la stazione ferroviaria per agevolare il viaggio verso la Capitale dei tantissimi studenti che hanno già deciso di prendere parte alla mobilitazione nazionale.
 

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