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Appalti truccati: 13 arresti

Appalti truccati: 13 arresti

TARQUINIA – Ancora un colpo di scena nell’inchiesta della Forestale  denominata ‘‘Genio e sregolatezza’’ relativa ad appalti truccati.  Stamattina i forestali hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Viterbo Franca Marinelli su richiesta dei pubblici ministeri Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, a carico tredici indagati. Le misure restrittive hanno interessato i 12 indagati già arrestati per gli stessi fatti il 23 ottobre scorso e rimessi in libertà dal Tribunale del Riesame di Roma per carenze formali. Ai 12 si è aggiunto un altro indagato il quale è stato condotto in carcere stamattina: si tratta dell’imprenditore Giuliano Bilancini, di Ischia di Castro, bloccato in Toscana. Perquisizioni inoltre sono state eseguite a carico di altri tre indagati in ambito provinciale. Il corpo forestale, nell’esecuzione delle misure, ha impiegato 70 uomini provenienti, oltre che dal Comando provinciale di Viterbo, anche da quello di Roma e Rieti. I reati ipotizzati sono corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. Nove persone sono state rinchiuse nelle carceri di Viterbo e Civitavecchia, mentre a quattro sono stati concessi i domiciliari. Le porte di Mammagialla e del penitenziario femminile di Civitavecchia si sono riaperte per i funzionari del Genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi. Ma anche per il sindaco di Graffignano Adriano Santori e per gli imprenditori Roberto Tomassetti, il tarquiniese Luca Amedeo Girotti, Fabrizio Giraldo, Daniela e Gianfranco Chiavarino. Ai domiciliari sono andati invece l’assessore di Graffignano Luciano Cardoni e gli imprenditori Angelo Anselmi, Stefano Nicolai e Marcello Rossi.  Intanto va avanti il secondo filone dell’inchiesta che vede tra i nuovi indagati (almeno 5) anche il noto imprenditore Amedeo Orsolini e il diregente del Comune di Roma e già direttore generale di Viterbo Armando Balducci. Corruzione sarebbe  l’ipotesi di reato a carico dei due. Balducci, secondo le indagini, si sarebbe fatto promettere da Orsolini “utilità in corso di compiuta determinazione”, in cambio del suo impegno a “favorire l’imprenditore”. Sempre Balducci si sarebbe fatto promettere una tangente da 5mila euro dai Chiavarino e da Tomassetti, imprenditori del Consorzio Lazio Nord, interessati a un appalto milionario nel comune di Roma (zona Prima Porta). Le altre gare sotto la lente degli investigatori sono i lavori di manutenzione stradale a Vignanello e Vallerano (zona Pip di Sant’Antonio) e diversi appalti viterbesi. Due sono i parcheggi alle Pietrare e a Valle Faul. Un altro è il raccordo Teverina-Cassia Sud. Un terzo riguarda i lavori alla zona artigianale della frazione di Grotte Santo Stefano. E, infine, la lottizzazione all’Acquabianca, oggetto del nuovo sopralluogo del Nipaf della forestale, tornata, ieri, negli uffici del settore Lavori pubblici del comune di Viterbo. I dipendenti del gruppo Orsolini oggi hanno scritto una nota nella quale esprimono appoggio e solidarietà all’imprenditore. “I dipendenti del “gruppo Orsolini” – si legge nelòla nota – consolidata realtà economica che opera da anni nel settore commerciale ed immobiliare, intendono esprimere poche e semplici considerazioni in merito a quanto accaduto in data 22/11 u.s., allorquando una “bufera” mediatica dai contorni assai lontani da ogni più ampio garantismo, si è abbattuta non solo sull’uomo e sull’imprenditore Amedeo Orsolini ma anche su tutti noi che ogni giorno affrontiamo al suo fianco il difficile momento della crisi delle imprese. La persona di Amedeo Orsolini incarna per noi tutti uno dei tanti valorosi imprenditori che quotidianamente, con estrema fatica, porta avanti con tenacia la propria azienda anche allo scopo di preservare preziosi posti di lavoro. A lui va tutto il nostro appoggio e la nostra solidarietà”.(a.r.)

 

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