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Hcs, dure critiche a Moscherini

Hcs, dure critiche a Moscherini

Santori, Romagnoli e Magliani puntano il dito contro l'ex Sindaco dopo le sue ultime dichiarazioni

CIVITAVECCHIA – “Non capiamo con quale magia il consigliere Moscherini riuscirà a far dimenticare ai lavoratori di essere proprio lui il principale responsabile del loro disastro”. A chiederselo è il delegato alla Municipalizzate Emiliano Santori, che replica alle dichiarazioni dell’ex primo cittadino sul futuro di Hcs. Proprio Moscherini, sabato scorso, aveva annunciato la costituzione di una cooperativa con i cassintegrati della municipalizzata, per partecipare alla gara di assegnazione dei servizi. “Mi chiedo di quali servizi parla lui e le sue quasi 200 assunzioni clientelari in due anni – ha aggiunto – lui e i manager super-pagati da lui nominati, sempre lui e le sue transazioni ai danni di Hcs, l’ultima da 700 mila euro a favore del Comune), lui e i 32 milioni di debiti cumulati in 5 anni e nascosti in bilanci che lui approvava. I servizi rimarranno a Città Pulita: però è comunque positivo che voglia ricominciare dal basso, con una cooperativa di pulizie. Sia la Corte dei Conti che la Magistratura potranno se non altro apprezzare”. Ed è l’amministratore unico uscente di Hcs Rina Romagnoli ad invitare Moscherini a lasciare in pace i lavoratori che potrebbero andare in cassa integrazione “proprio per colpa sua. Questo ammortizzatore sociale – ha spiegato – è la scialuppa con la quale tentare di salvarli. Eviti di affondarla e di speculare sulla pelle di onesti lavoratori che proprio la sua allegra gestione ha messo in cosi grave difficoltà”. Duro anche il capogruppo del Pd Flavio Magliani che ha puntato il dito contro l’ex primo cittadino accusandolo di prendere in giro i lavoratori. “Ci racconti invece – ha sottolineato – come ha speso 60 milioni di euro dell’ Enel senza una sola opera pubblica nessun investimento e solo tante prebende. Ha dimostrato che non sapeva fare il Sindaco, che non sapeva fare il manager, ora deve dimostrare di saper fare il consigliere o quanto meno la persona seria evitando di giocare sulla pelle dei lavoratori”.

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