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Il Tar respinge il ricorso dell'opposizione

Il Tar respinge il ricorso dell'opposizione

Per l'assegnazione del decimo seggio in consiglio comunale

CIVITAVECCHIA – Il Tar del Lazio, nell’udeinza del 22 novembre scorso, ha rigettato il ricorso presentato dall’opposizione per l’assegnazione del decimo seggio in Consiglio Comunale, rivendicato dal Pdl. “In attesa di conoscere, entro 10 giorni le motivazioni della sentenza, e quindi decidere se fare o meno appello al Consiglio di Stato – ha spiegato il legale dei consiglieri di opposizione, Leonardo Roscioni – fin da ora comunque si può dire che se come sembra il Tar praticamente non è proprio entrato “nel merito” della nostra richiesta di assegnazione del decimo seggio a quello o all’altro partito dell’opposizione, stabilendo che la corretta ripartizione dei seggi rimane 15 a 9 per la maggioranza, allora vi sono inevitabilmente da fare alcune considerazioni. La nuova legge che ha ridotto il numero dei consiglieri a 24 è infatti eccessivamente lacunosa e presta troppo il fianco alle diverse interpretazioni, rischiando di creare disparità plateali”. L’avvocato Roscioni, infatti, ha ricordato la sentenza del Consiglio di Stato di marzo 2012 che aveva stabilito che l’arrotondamento corretto dei “14,4 seggi” corrispondenti al 60% spettante alla maggioranza andava arrotondato a 15, come avvenuto a Civitavecchia; poi un’altra pronuncia del Consiglio di Stato del maggio 2012, in base alla quale era stato presentato il ricorso al Tar, aveva invece stabilito che doveva arrotondarsi per difetto a 14. Successivamente il Tar del Lazio/Latina a luglio di quest’anno ha ristabilito il 15-9, mentre però in questi ultimissimi mesi ancora il Tar dell’Abruzzo si è pronunciato per il 14-10. “Appare evidente – ha aggiunto Roscioni – che dovrà essere chiarito una volta per tutte, con un’apposita legge ovvero con un parere interpretativo definitivo da parte del Consiglio di Stato, qual è l’interpretazione corretta ed uguale per tutti
Non possono infatti aversi, come è oggi, dei Comuni con maggioranze di 15-9 ed altri di 14-10, a seconda dell’opinione, sempre rispettabile, di questo o quel magistrato”.

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