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Tagli all’istruzione, occupazione anche a Tarquinia

Da stamattina, dopo la conclusione delle lezioni, i ragazzi hanno preso possesso dei due istituti Circa 700 ragazzi resteranno all’interno delle sedi di via Porto Clementino e del Lido fino a venerdì. Striscioni dentro e fuori: ‘‘OccupiamoCi della scuola vera’’. Bocciata la proposta della preside Piroli di preferire l’autogestione

Da stamattina, dopo la conclusione delle lezioni, i ragazzi hanno preso possesso dei due istituti Circa 700 ragazzi resteranno all’interno delle sedi di via Porto Clementino e del Lido fino a venerdì. Striscioni dentro e fuori: ‘‘OccupiamoCi della scuola vera’’. Bocciata la proposta della preside Piroli di preferire l’autogestione

TARQUINIA – Dopo Civitavecchia e Ladispoli, anche gli studenti di Tarquinia dicono no ai tagli apportati dal Governo Monti all’istruzione. Stamattina, al termine delle lezioni, i circa 400 ragazzi del liceo classico e dell’istituto tecnico e gli altri 280 dello scientifico hanno occupato le due sedi situate lungo la strada Porto Clementino e al Lido, decisi a trascorrere lì anche la notte. I ragazzi si sono accampati all’interno della palestra dell’istituto scolastico della dirigente Laura Piroli annunciando che proseguiranno l’occupazione fino a venerdì. Dopo una lunga trattativa con la preside Piroli che aveva proposto agli studenti di preferire la formula dell’autogestione, i ragazzi dell’Isis, dopo le 13,15 hanno occupato la scuola esponendo due striscioni: uno ben visibile dalla strada che dichiara che l’Isis di Tarquinia è occupata e un altro all’interno della palestra dove gli studenti hanno scritto ‘‘OccupiamoCi della scuola vera’’. Anche i giovani della città etrusca vogliono quindi dare una chiaro segnale di disagio nei confronti delle scelte del Governo e spiegano che l’occupazione non è un modo per marinare la scuola. «Ci saranno attività per tutto il giorno – spiega Rachele Contestabile rappresentante d’Istituto insieme a Alessio Lodi e Lorenzo Sistoni –  la mattina esporremo un cartellone con gli orari di tutte le attività in modo che ciascuno potrà partecipare». «Abbiamo inoltre accettato, dopo il lungo dialogo con la preside Laura Piroli – spiega ancora Rachele – l’ingresso degli insegnati, che tuttavia non svolgeranno le lezioni. Alcuni di loro, più collaborativi, ci parleranno di questo problema e potranno intervenire nei nostri dibattiti. Questo a dimostrazione che non è questione di ozio. Ringraziamo la preside per esserci venuta incontro nelle nostre richieste, pur avendo lei suggerito l’autogestione che tuttavia ci sembra inappropriata allo scopo». Insomma un’occupazione pacifica ma decisa che si protrarrà fino a venerdì, con i ragazzi accampati all’interno delle due palestre anche la notte e pronti a dare tutte le risposte sull’importanza di una scuola di tutti e sul diritto allo studio. (a.r.)

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