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Hcs, nero su bianco le linee strategiche per il suo risanamento

Hcs, nero su bianco le linee strategiche per il suo risanamento

L'amministrazione mette nero su bianco le linee strategiche per la gestione della crisi del gruppo Hcs. "Se i sindacati accetteranno l'accordo bene, altrimenti me ne lavo le mani e lascerò che siano i liquidatori a occuparsi della faccenda". A rischio gli stipendi dei dipendenti

CIVITAVECCHIA – Eliminare tutte le perdite del gruppo, reintegrare tutti i 59 cassintegrati (nel biennio successivo) senza licenziare nessuno, finanziare un piano di investimenti di circa 3 milioni di euro in macchinari e mezzi nuovi per migliorare le condizioni di lavoro e l’efficienza dei servizi, creare le condizioni (attraverso la riorganizzazione complessiva) per porre il decisore politico nella possibilità di ipotizzare la cessione delle partecipazioni di Hcs (parziale o totale): Città Pulita, Ippocrate, Argo oppure decidere di ripianare i 16 milioni di debiti (di cui il Comune non dispone assolutamente) e portare Hcs a gestire esclusivamente le partecipazioni e svolgere attività di indirizzo e controllo.
È questo il “piano” messo a punto dal sindaco Tidei, dal delegato al controllo delle partecipate Emiliano Santori, dall’amministratore unico di Hcs Rina Romagnoli e dai due liquidatori assunti dall’amministrazione per sciogliere finalmente i nodi legati attorno alla società.
Un piano che richiederà dispendio di energie e soprattutto sacrifici da parte di tutti. A cominciare proprio dai lavoratori. Parola d’ordine: ridurre i costi e aumentare le entrate. E per farlo la scelta sembra obbligata. Si parte proprio dai 59 dipendenti che andranno in cassa integrazione (sempre che pomeriggio si raggiunga l’accordo tra Comune e organizzazioni sindacali), in caso contrario i liquidatori, trovandosi in una situazione pre fallimentare “potranno optare per eliminare quel personale in esubero senza il quale la società riuscirebbe comunque ad espletare i suoi compiti”. Si parla di 91 dipendenti. Un primo passo nella riduzione dei costi è stato fatto. “Abbiamo già licenziato i due dirigenti” ha spiegato il sindaco Tidei che è tornato a ribadire ancora una volta “che non esiste alcun consiglio di amministrazione interno alle partecipate, tantomeno ad Hcs. Chi continua a dire il contrario è in torto”. La riduzione dei costi passa anche dal prepensionamento degli ultra 64enni, dalla riduzione dei buoni pasto e di altre indennità e benefici individuali – “Che non deve passare da un accordo preventivo con i sindacati”, ha spiegato Santori – all’annullamento dell’aumento orario degli ausiliari avvenuto durante la campagna elettorale “e che consideriamo illegittimo”. Questi solo per citarne alcuni. Tutte operazioni che però da sole non bastano. “Con la riduzione dei costi di gestione e la riscossione dei tributi dovremmo riuscire a recuperare almeno 16 milioni di euro – ha proseguito Tidei – ma continueremmo ad avere un debito di 16 milioni di euro. Soldi che il Comune non ha”. Ed ecco le due ipotesi che potrebbero aiutare a salvare la situazione: da una parte il trasferimento del servizio idrico cittadino ad Acea Ato2, dall’altra la vendita di una delle partecipate. Città Pulita sembra al momento la “preferita”. “Con il passaggio ad Acea Ato2 – ha spiegato Tidei – in base alle disposizioni del Tar del Lazio e della legge 39 dipendenti passerebbero ad Acea sgravando il Comune. Per non parlare poi della manutenzione ordinaria e straordinaria non più a nostro carico dei depuratori, della rete idrica cittadina, ai bacini”.
Nel caso in cui invece si decidesse di vendere una delle partecipate, “magari Città Pulita, o Argo o Ippocrate, per il 70-80% incasseremmo nell’immediato circa 7-8 milioni di euro che permetterebbero al Comune di pagare una parte dei debiti. Per quanto riguarda la restante parte si potrebbe pensare a una rateizzazione”.
E Tidei avverte: “Se i sindacati non dovessero accettare questa proposta me ne lavo le mani e lascerò che della questione si occupino i liquidatori”. Scontro anche con il vice sindaco Enrico Luciani che più volte ha manifestato la sua volontà di mantenere la società pubblica al 100%: “Se ne occupi lui se vuole”.
Intanto il problema più imminente resta: occorre trovare nell’immediato circa 3,5 milioni di euro per far fronte al pagamento degli stipendi. Da qui a febbraio. E non è escluso che i dipendenti di Hcs (Sot comprese) per i regali di Natale dovranno arrangiarsi in altro modo.

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