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Pd: "Soli a combattere per salvare Hcs"

CIVITAVECCHIA – Si dicono soli a combattere per salvare Hcs assumendosi l’ingrato compito di interpretare il ruolo di “cattivo” nei confronti dei lavoratori. Dal Partito Democratico non ci stanno e oggi criticano chi “vuole fare campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori”. Dichiarazioni che arrivano dopo l’animata assemblea di ieri tra sindacati e lavoratori stessi alla quale, tra l’altro, è intervenuto anche il vicesindaco Enrico Luciani il quale, sostanzialmente, ha sposato la linea dei sindacati parlando della cassa integrazione come dell’ultima delle alternative da mettere in campo e ribadendo la necessità di mantenere pubblici i servizi. “Ma “i fatti sono testardi” – hanno aggiunto dal Pd – e quindi al di là delle dichiarazioni ad uso e consumo del proprio orticello elettorale tra debiti delle partecipate, debiti fuori bilancio del Comune, tagli ministeriali, Imu, mancano all’appello 40 milioni di euro e l’emorragia di Hcs continua ogni anno per una  cifra spaventosa che oscilla tra i 5 e gli 8 milioni di euro. Non si gioca sulla pelle dei lavoratori, non si lascia in silenzio che un’azienda venga “dopata” per anni per poi predicare la salvezza universale tanto per marcare “la differenza”, questa è una mistificazione della realtà che in primis i lavoratori di Hcs non meritano e un gioco al massacro che pagherà tutta la città in caso di dissesto. Se esistono ricette miracolose che consentono di salvare Hcs dal dissesto e quindi Civitavecchia dal fallimento è questo il momento di squadernarle, senza tattiche, senza attendismi, in questo caso il Pd le farà sue, purché si tratti di proposte serie, numeri alla mano, noi saremo sempre in prima linea dalla parte dei lavoratori, ma con concretezza, non con slogan; perché se la ricetta non esiste, e per scoprirlo bisognasse illudere città e lavoratori fino al 12 marzo, questo sì, sarebbe davvero imperdonabile”.

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