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All’Iis prosegue ‘‘l’occupazione bianca’’

TARQUINIA. Gli studenti dell’istituto Vincenzo Cardarelli spiegano le ragioni dell’iniziativa che si protrae da lunedì «Questo è il modo estremo che abbiamo per dimostrare la nostra disapprovazione verso la legge Aprea che lede i diritti della scuola»

TARQUINIA. Gli studenti dell’istituto Vincenzo Cardarelli spiegano le ragioni dell’iniziativa che si protrae da lunedì «Questo è il modo estremo che abbiamo per dimostrare la nostra disapprovazione verso la legge Aprea che lede i diritti della scuola»

TARQUINIA – Quarto giorno di occupazione per gli studenti dell’Iis di Tarquinia che non ci stanno alle critiche che gli giungono in merito alla decisione di prendere possesso dell’istituto scolastico, almeno fino a oggi, «perché – dicono – crediamo  fermamente nei nostri ideali e siamo pronti a manifestare il nostro dissenso per i tagli scolastici e la privatizzazione dell’istruzione».  Leggi errate, che vanno a colpire la libertà e l’istruzione dei giovani liceali, indignano infatti gli studenti di Tarquinia che, dopo Roma, Viterbo, Montefiascone, Tuscania, Caprarola e anche Civitavecchia e Ladispoli, hanno deciso di occupare la struttura scolastica, lunedì nelle prime ore del pomeriggio, al termine delle lezioni. «Sono state svolte numerose assemblee per informare chi ancora ignorava i rischi di un silenzio troppo prolungato – spiegano i ragazzi dell’Iis Vincenzo Cardarelli –  i dibattiti si sono svolti nel Cinema Etrusco al termine della mensile assemblea d’istituto». Agli studenti è stata proposta l’autogestione, che chiaramente non è una forma di protesta, e per questo è stata rigettata a gran voce. Così, sotto la guida di Rachele Contestabile, Alessio Lodi e Lorenzo Sistoni, rappresentanti della sede centrale, e Pamela Rosati, rappresentante della sede del lido, gli studenti hanno dichiarato lo stato d’occupazione. Ma cos’è l’occupazione? «E’ il modo estremo che abbiamo di manifestare e di dimostrare tutta la nostra disapprovazione verso la legge Aprea che lede i diritti della scuola pubblica e di noi stessi studenti», spiega uno degli occupanti. Molte sono state le critiche all’organizzazione, in quanto è in corso ‘‘un’occupazione bianca’’: tutti coloro che lavorano nell’istituto ne hanno libero accesso, «in modo che nessuno – spiegano gli studenti – venga privato del diritto al lavoro, uno dei principali motivi per i quali noi ci stiamo battendo, otre a quello che è il diritto all’istruzione». E infatti, dicono, «oggigiorno si può essere ricchi e ignoranti per una generazione, ma non per due». E se è vero che un popolo ignorante è più facile da manovrare, con queste azioni gli studenti vogliono dimostrare di non essere burattini nelle mani dello Stato. I fili sono stati recisi: «Le marionette hanno iniziato a camminare – concludono -. È il momento di lottare». (a.r.)

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