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Hcs, congelati i superminimi

CIVITAVECCHIA – Da un lato Moscherini che suggerisce idee per il risollevamento della Holding e scrive all’assessore regionale Zezza invitandola a non prendere in considerazione la richiesta di cassa integrazione in deroga dell’amministrazione Tidei. Dall’altra i lavoratori di Hcs che lo invitano, tramite l’ufficio stampa del comune, a «non cercare più idee per salvaguardare la nostra azienda» e lo invitano a lasciare «operare con serenità la nuova amministrazione». E poi c’è anche l’amministrazione che insieme ai sindacati non lascia intentata ogni strada per evitare il fallimento della società e il licenziamento dei dipendenti. E tra le strade c’è quella della cassa integrazione a rotazione (costo medio in busta paga 42 euro al mese) e il «‘‘congelamento’’ di tutti i superminimi e le indennità, almeno finché la fase acuta della crisi non verrà superata». Soluzioni che, secondo il sindaco Pietro Tidei «consentirà di riportare almeno in pareggio i conti di Hcs e delle Sot facendo risparmiare al Comune 5 milioni l’anno». Anche se, il macigno dei 32 milioni di debiti resta. E Tidei torna a dire che le soluzioni, per ora in campo, per risalire la vetta sono due: «La cessione della gestione degli acquedotti e del depuratore ad Ato2 e l’ingresso dei privati in Hcs e nelle Sot, atteso che comunque il Comune interverrà attraverso Infrastrutture e rifinanziare il debito di cui 20 milioni sono ancora da negoziare». Qualunque sia la soluzione, però, Tidei ricorda che «bisogna decidere in fretta». Intanto l’assessore al Lavoro Sergio Serpente invita Moscherini a tornare indietro sui suoi passi dopo l’invio in Regione della lettera per bloccare la cassa integrazione. «Spero che tu torni indietro se non altro per mantenere fede ai comuni principi della dottrina sociale della Chiesa».

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