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Senza precari ospedale San Paolo al collasso

Senza precari ospedale San Paolo al collasso

Stanno scadendo i contratti dei 154 dipendenti a tempo determinato fondamentali in questi anni. A rischio chiusura o paralisi diversi reparti, dal pronto soccorso al punto nascite, passando per l’oculistica

CIVITAVECCHIA – Si è insediato soltanto da qualche giorno il neo commissario straordinario della Asl RmF ma dovrà far fronte, subito, ad un grave problema. La scadenza, in questi giorni, dei contratti dei precari, tra medici, tecnici ed infermieri. Una carovana di 154 persone che rischiano di dover andare a casa, lasciando la Asl RmF e l’ospedale San Paolo in crisi. Perché finora dalla passata dirigenza al mondo politico, come anche nel corso dell’ultima conferenza dei sindaci, tutti hanno sottolineato l’importanza di questi lavoratori per mantenere i giusti livelli di assistenza. Oggi, con il venire meno di queste professionalità, sono a rischio chiusura o comunque paralisi, il pronto soccorso che, appena ristrutturato e riqualificato, può rappresentare una cattedrale nel deserto, E poi il Dipartimento Materno Infantile (il punto nascite), dove ad oggi, su 8 professionisti, 4 sono precari. E ancora l’Uoc Oculistica: dopo la prematura scomparsa del dottor Ettore Tito e la scadenza del contratto del collega Sebastiano Fava, è rimasta soltanto la dottoressa Gloria Bastioli ed è stata già soppressa l’attività chirurgica. Infine in pericolo anche la Radiologia, con 5 precari nonostante la strumentazione all’avanguardia, ed il dipartimento di prevenzione, fondamentale per un territorio come quello di Civitavecchia. Anche la Cgil Fp lancia l’allarme, per il reparto psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc), con i posti letto ridotti da 12 a 8 proprio per lo scadere di alcuni contratti a tempo determinato: oggi ci sono 11 pazienti ricoverati con 2 soli infermieri per turno. Inoltre peserà particolarmente anche l’assenza degli infermieri, che comporterà l’accorpamento dei reparti con la riduzione o la soppressione dei posti letto. Una situazione a cui dover far fronte necessariamente, per evitare il blocco della sanità sul territorio. 

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