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La grillina Marta Grande seconda alle parlamentarie

La grillina Marta Grande seconda alle parlamentarie

La 25enne studentessa civitavecchiese sarà candidata nel Movimento 5 Stelle dopo il risultato ottenuto nella circoscrizione Lazio 1, con appena 335 preferenze che, se si votasse con il Porcellum, le consentirebbero quasi sicuramente di essere eletta alla Camera

CIVITAVECCHIA – Se la legge elettorale non dovesse cambiare (e rimanesse quindi il Porcellum con le liste bloccate e i candidati eletti secondo l’ordine di presentazione) e il Movimento 5 Stelle non subisse crolli improvvisi rispetto a tutti i sondaggi che da mesi lo danno stabilmente sopra il 15%, Civitavecchia avrebbe sicuramente un nuovo rappresentante in Parlamento. La giovanissima Marta Grande, che ha partecipato alle parlamentarie del Movimento di Beppe Grillo è infatti arrivata seconda nella circoscrizione Lazio 1. La venticinquenne studentessa civitavecchiese ha ottenuto 335 preferenze, arrivando dietro la 37enne romana Federica Daga.
“Ancora – ha scritto la stessa Marta Grande su internet – non é chiaro quale legge elettorale entrerà in vigore per le prossime elezioni e certamente non é facile prevedere i risultati, ma indipendentemente da questi voglio esprimervi i miei più sinceri ringraziamenti, è un onore. 335 grazie, uno ad uno”. Marta Grande si era candidata al consiglio comunale con il M5S nelle recenti amministrative a Civitavecchia, appoggiando il candidato sindaco Devid Porrello ed arrivando prima nella lista, che non elesse alcun consigliere, con 168 preferenze. Bachelor of Arts presso la University of Alabama, in Lingue e Commercio Internazionale, Master in Studi Europei presso l’universita` LUISS School of Government, attualmente è iscritta al corso di laurea in Relazioni internazionali-studi diplomatici presso l’Università Roma Tre.
In queste parlamentarie, secondo dati non ufficiali, sarebbero state espresse circa 95.000 preferenze (ciascuno poteva votare fino a 3 candidati), per circa 1400 candidati ammessi. E mentre Beppe Grillo, sul suo blog, parla di un clamoroso successo e di un caso storico in cui i parlamentari per la prima volta sono scelti veramente dal basso, tra la gente, comune, c’è chi sottolinea come 95.000 voti su internet rappresentino in realtà un flop. Il leader del Movimento Cinque Stelle comunque va avanti per la sua strada e annuncia: “Da quello che ho visto sinora – ci saranno più donne che uomini. Su 31 capolista 17 sono donne, cioè il 55%. E’ chiaro che si tratta di gente che non ha nessuna dimestichezza con i mezzi di comunicazione, ma è bello così. Si tratta di persone normali, di gente che si fa il mazzo tutto il giorno per lavorare. Sono casalinghe, cassintegrati, c’è anche un astrofisico, pensionati, giovani e sono loro che entreranno in Parlamento per cambiare le cose. E’ la prima volta al mondo che un partito fa una cosa del genere e per di più a costo zero. Sono veramente soddisfatto”.
Certo è che se è certamente vero che si tratta di una autentica rivoluzione nella selezione dei candidati al Parlamento, è altrettanto vero che il voto al M5S – catalizzato nella stragrande maggioranza dei casi dalla figura dello stesso Grillo e dal messaggio di protesta e rottura con la politica “tradizionale” – senza il cambiamento della legge elettorale consentirebbe l’elezione di candidati che alle primarie grilline si sono piazzati nelle prime posizioni con poche centinaia di voti, senza voler nulla togliere anche alla studentessa civitavecchiese.

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